Tom DeLonge ha parlato di filmati di UFO "spaventosi", di Angels And Airwaves e del futuro dei blink-182 con Rolling Stone

Tom DeLonge ha rilasciato un’intervista a Rolling Stone per promuovere Unidentified: Inside America’s UFO Investigation e naturalmente ha parlato anche degli Angels And Airwaves e dei blink-182.

Tom DeLonge ha iniziato l’intervista parlando della nascita degli Angels And Airwaves nel 2006 e di come sono stati accolti dai fan dei blink-182.

Penso che gli Angels and Airwaves sia sempre stati un po’ più avanti. Per un ragazzo come me che è cresciuto ascoltando band come i Ramones, sono suoni e composizioni complessi. Ricordo che molti dei miei fan non erano completamente pronti, perché rimpiangevano ancora che non suonavo nei Blink in quel periodo. Ma tendo a rendermi conto che tutto ciò che ho fatto nella mia vita è sempre stato cinque anni più avanti. Probabilmente, se oggi la gente riguardasse cosa stavo facendo allora, direbbe: “Oh, lo capisco”. [..] La gente pensava che fossi pazzo per non essere rimasto nella band per andare a caccia di piccoli omini verdi. Ho detto: “Fidatevi solamente per un minuto”.

Tom DeLonge ha poi parlato del video che la To The Stars è riuscita a far uscire e che è stato pubblicato dal New York Times.

È un filmato registrato da un mirino. [..] Potrebbe trovarsi a miglia di distanza, ma è stato zoomato. Quando l’oggetto si muove anche di un solo pollice sullo schermo, significa che si sarebbe potuto muovere da zero a 20.000 miglia all’ora in uno schiocco di dita. È una grande cosa, anche se sembra una piccola macchiolina. Ma se sei un pilota, un operatore radar o un militare addestrato, sai esattamente di cosa si tratta ed è spaventoso, perché le cose non fanno così. Non ci sono ali. Si dovrebbe vedere il profilo di un aereo o del fuoco uscire dal posteriore, ma questi veicoli non hanno nulla di tutto ciò. Hanno una forma circolare o a disco. [..]

Ciò che stiamo mostrando al Congresso, che stiamo facendo al Senato e che stiamo portando alla luce per gli americani e il mondo, è come dire: “È fottutamente reale ed è fottutamente spaventoso, quindi affrontiamolo assieme”.

Tom DeLonge è ritornato a parlare della nascita degli Angels And Airwaves e di come la sua assuefazione agli antidolorifici abbia influenzato la band.

Sì, era strano perché in quel periodo mi ero rotto la schiena ed ero stato operato per un disco che si era rotto e incastrato con il nervo più grande del corpo. In quel periodo sono diventato dipendente dagli antidolorifici. Stavo avendo a che fare anche con l’uscita da una band molto grande. È stata una rinascita di ciò che ero e della mia identità con tutte le insicurezze del caso. Ho imparato a conoscermi moltissimo in quel periodo, ma creare gli Angels and Airwaves e avere quel problema nella mia vita mi ha permesso di concentrami e andare a fondo in ciò che stavo creando. Non è un mistero che le droghe hanno rovinato molte persone, ma, grazie a Dio, non è successo a me. Ciò che è successo, e molti artisti possono confermarlo, è che le droghe sono un modo molto semplice per andare a fondo di ciò che si sta creando, nel bene e nel male.

Tom DeLonge non sa se il sound del nuovo album degli Angels And Airwaves sarà più punk e meno grandioso rispetto ai primi due album.

Forse. È divertente perché, qualsiasi piano si abbia, cambia sempre il primo giorno in cui si inizia a registrare. Se si è dei buoni artisti, non ci si forza a essere qualcosa. Si deve evolvere in qualsiasi direzione voglia andare la canzone. Ciò che voglio fare è riportare molto di quel sound e lo stiamo facendo. Al momento nel primo terzo del disco c’è un po’ di quello. I grandi crescendo e tutte quelle cose. La seconda canzone che pubblicheremo, se manterremo questa decisione, starebbe benissimo in I-Empire o in We Don’t Need To Whisper.

Tom DeLonge ha poi parlato di The Dream Walker e delle similitudini con il nuovo album degli Angels And Airwaves.

È stato il disco più acclamato dalla critica tra quelli che ho realizzato. I fan hanno avuto bisogno di un po’ di tempo, ma adesso penso che la gente pensi che sia uno dei migliori dischi che abbiamo mai fatto. Il prossimo sarà molto simile per quanto riguarda il sound, ma melodicamente sarà più nella direzione di I-Empire.

Il nuovo album degli Angels And Airwaves dovrebbe uscire a settembre o a ottobre.

Uscirà con un film. Ho co-sceneggiato un film e andrà in produzione tra qualche settimana. Poi quando avrò finito e andrà in post-produzione, realizzeremo la colonna sonora. In un certo senso imporrà la seconda metà dell’album. Entrambi usciranno assieme intorno al periodo del tour o poco dopo. È difficile da dire perché è un progetto grande.

Tom DeLonge ha parlato del prossimo tour degli Angels And Airwaves e delle differenze rispetto al suonare con i blink-182.

È per i fan che ci hanno sempre supportato molto. [..] Mi emoziono molto quando suono con gli Angels in concerto perché sono una grande parte della mia anima. [..] In un modo diverso rispetto ai Blink. I Blink sono sempre una faccenda personale, ma si suona sempre in maniera super divertente, super rumorosa e veloce. Con gli Angels and Airwaves c’è molto del mio cuore. Ci sono cose in quei dischi e in quelle canzoni che significano moltissimo per me.

Tom DeLonge ha capito che c’è molto di più nella vita che i blink-182 quando sono nati i Box Car Racer.

I Box Car Racer sono un side project che ho realizzato con Travis Barker, ma in realtà era più mio e del mio amico David Kennedy, che suona negli Angels and Airwaves. È cresciuto ascoltando band hardcore, sono cresciuto ascoltando band punk e volevamo fare qualcosa che unisse questi due stili. Era un po’ spaventoso perché i Blink erano diventati un grande mostro in quel periodo e pensavamo di aver bisogno degli altri della band per fare qualcosa di buono. Ognuno aveva veramente bisogno degli altri per fare quello che facevano i Blink. [..] Era stata una decisione molto difficile. Ero super entusiasta di mettermi alla prova. [..] Pensavo di aver ottenuto un buon risultato specialmente per chi ero allora e per dove ero musicalmente. [..] È stato un trampolino di lancio per provare a fare molte altre cose: tecnologia, linee d’abbigliamento, industria aerospaziale, film, serie televisive. Sono cose che non avrei mai provato a fare se non ce l’avessi fatta la prima volta che ho provato a fare qualcosa di nuovo e ambizioso.

Tom DeLonge ha spiegato perché negli anni ha cambiato il modo di cantare.

In un certo senso ho imparato a usare la mia voce. Non ho mai imparato a cantare, quindi ho sempre cercato di cantare come i Descendents. Quando ho iniziato con gli Angels and Airwaves, il tempo era più lento e le melodie erano scritte in maniera diversa. Poi, invece di uno staccato nasale, è diventata più come un violino, più come uno strumento a corde. Le note scorrono assieme e poi è diventato naturale per me. Non sono neanche un buon cantante. Sono solo un ragazzino punk. Ho imparato a farlo in un garage. [..] Quando si canta in quel modo, non è possibile raggiungere le note e si sarà piatti o acuti l’80 per cento del tempo. [..] Pensando a me, non è nemmeno fatto apposta. È solo quello che sto facendo da anni con gli Angels and Airwaves. È l’unico modo di cantare che ora conosco.

[..] Penso che la gente voglia che io ritorni a cantare come nei dischi di allora e non li biasimo. Probabilmente potrei, ma sembrerebbe divertente provare a farlo come se avessi ancora 16 anni. [..] L’autenticità è una cosa importante. [..] Se non si è sé stessi, allora tutto diventa una recita. [..] Non posso farlo; mi sentirei come un robot. Voglio solo essere me stesso.

Tom DeLonge ha spiegato cosa significa per lui il 20° anniversario di Enema Of The State.

Significa che il tempo vola molto velocemente e ho raggiunto molto più di ciò che pensavo fosse possibile. Sono molto, molto grato alla gente che è solamente interessata a tutto ciò che faccio. Cerco di fare cose buone per la gente.

[..] Sono ancora molto sorpreso [NdR.: del successo di Enema Of The State]. Sono sempre sorpreso. Mi sono interessato solamente alla musica e agli UFO e potrei avere la possibilità di conquistarli entrambi.

Tom DeLonge ha parlato di un possibile ritorno nei blink-182.

Ho parlato con Mark due settimane fa e parlo sempre con Travis. C’è molto amore e rispetto ed è come i fratelli che litigano, ma che capiscono che sono cose senza importanza. [..] L’unico problema in questo momento è che siamo molto impegnati. Il mio impegno nella mia società è la priorità della mia vita. Gli Angels and Airwaves sono una parte della mia società. La società è nata dagli Angels and Airwaves. Quando abbiamo creato gli Angels and Airwaves, era un progetto artistico multimediale. Abbiamo creato una divisione entertainment per gli Angels and Airwaves per fare in modo di riuscire a pubblicare libri e film. [..]

So che probabilmente stai cercando un titolo da prima pagina, ma penso che ci sarà sicuramente un tempo in cui suoneremo ancora assieme [NdR.: con Mark Hoppus e Travis Barker]. Ci amiamo l’un l’altro e ci preoccupiamo l’uno dell’altro. Non vediamo sempre le cose allo stesso modo. Penso che la gente veda le differenze nella nostra arte. Mi piace vedere come stanno evolvendo e cosa stanno facendo. Penso che, quando la gente guarda agli Angels and Airwaves e a ciò che sto facendo, veda le differenze. [..]

Ho fondato quella band. Era una grande cosa per me, è una grande cosa per loro ed è una grande cosa ciò che abbiamo raggiunto. Non c’è animosità; non ci sono stranezze. Al momento per me ci sono molte cose in ballo con la mia società, il nostro governo e gli altri governi. [..] Quando le cose si saranno calmate, penso che questo tipo di conversazioni possano diventare più rilevanti.

A Tom DeLonge non importa che ci sia Matt Skiba a cantare le sue canzoni con i blink-182.

No, non mi importa. Sono un tipo sicuro. Mi piace ciò che faccio a prescindere dal fatto che piaccia o meno alla gente. Non ho bisogno dell’ammirazione o della gente che mi applaude. Non ho bisogno della validazione di un pubblico. Amo il fatto che abbiano un modo per fare ciò che amano fare. Questo è quello che mi importa. Amo che non debbano aspettarmi o che non debbano dipendere da me. Era frustrante per loro. Abbiamo differenze in ciò che ci piace musicalmente? Assolutamente sì, ma non è che le mie idee siano migliori. Sono solo diverse.

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