Tom DeLonge continua a volere che i blink-182 facciano parte della sua vita

Dopo l’intervista con Billboard, Tom DeLonge ha parlato con NME della possibilità di tornare nei blink-182 e ha confermato che non ha parlato con Mark Hoppus e Travis Barker dall’inizio di quest’anno.

L’ex-membro dei Blink-182 Tom DeLonge ha raccontato a NME che continua a volere che la band faccia parte della sua vita — nonostante attualmente abbia bisogno di tempo per concentrarsi sui suoi altri progetti, tra cui materiale da solista, lavoro con la sua band Angels & Airwaves, romanzi e un film.

Parlando a NME, ha commentato: “Amo quella band, ho fondato quella band. Quello sono io. Ho dato il nome alla band — quella cosa viene da me. [Essere nei Blink] non può essere l’unica cosa nella mia vita o la priorità assoluta. Ma può far parte della mia vita? Assolutamente sì. Amo quella band. Non avrei potuto far nulla di ciò che sto facendo ora senza i fan di quella band. Se non avessi i fan dei Blink, non esisterei.”

Alla domanda se si riunirebbe nel caso Mark Hoppus e Travis Barker lo invitassero a tornare, ha dichiarato: “No, no, è molto più complesso di così. Si deve conciliare con la vita di tutti. Penso che se tutte le strade che stiamo percorrendo si congiungeranno alla stessa intersezione, che di solito è un luogo e una data, allora staremo bene.”

Ha anche rivelato di non aver parlato con gli ex-compagni di band da quando ha lasciato il gruppo all’inizio di quest’anno. “Non abbiamo parlato da quando è venuta giù tutta questa merda — ma questo non è anormale”, ha commentato. “I Rolling Stones hanno passato tre anni senza parlarsi, poi Mick e Keith si sono abbracciati e hanno detto: ‘cazzo, mi mancavi’. È così che funziona.”

Parlando di una possibile riconciliazione con la band, DeLonge ha spiegato: “Per me è sempre un problema di programmazione. In questo periodo della mia vita sto facendo 10 cose. E le 10 cose sono molto importanti per me ed è ciò di cui sono molto appassionato in questo momento — ma ho lavorato con questa band per 25 anni, quindi datemi un secondo, capisci? È difficile stare in una band perché tutti abbiamo diverse vite e priorità e, se non si abbinano, la gente si arrabbia molto, la gente viene ferita e la gente diventa sospettosa e questo include anche me. Questa difficoltà è ciò che fa avere alle band un limite e qualcosa da dire. Questo è perché i Blink-182 funzionano. Se fosse tutto rose e fiori, non sarebbe la stessa cosa.”

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