I blink-182 parlano del loro prossimo album e del mantenere il loro umorismo da toilette

RollingStone.com ha intervistato Tom DeLonge e Mark Hoppus mercoledì, 11 settembre 2013, prima del concerto al Music Hall di Williamsburg a Brooklyn. Hanno parlato di molte cose tra cui il nuovo album e l'eventuale scelto di un produttore e di una casa discografica.

'Tutte le volte la guerra nella nostra band è: cantiamo sul fottere i cani o cantiamo sul crescere in un mondo oscuro?'

Tom DeLonge ha avuto un momento divertente durante il concerto dei Blink-182 al Starland Ballroom in New Jersey di martedì sera. La band aveva appena iniziato "Carousel", la prima canzone che DeLonge scrisse con il bassista Mark Hoppus nel 1992. "Mi sento innamorato in maniera massiccia alla reazione del pubblico", ha detto a Rolling Stone il giorno seguente, seduto a fianco di Hoppus dietro le quinte del Music Hall di Williamsburg (che ha contiene al massimo 500 persone) a Brooklyn, dove la band stava per suonare un concerto di beneficenza per aiutare la ricerca su alcune malattie mortali. "Ero impregnato del loro entusiasmo la scorsa sera, cercando di capire perché quella canzone è ancora in giro".

Quando il suono della band di supporto (e discepoli dei Blink) New Beat Fund stava scuotendo i muri del locale, DeLonge e Hoppus stavano dando un'ampia intervista, dove rivelavano a Rolling Stone che erano in città a incontrare le etichette discografiche per il loro prossimo album che dovrebbe uscire l'anno prossimo (hanno recentemente lasciato lo Universal Music Group dopo 15 anni) e aprendosi sul loro processo creativo, il loro stato di pionieri del pop-punk, il loro primi anni selvaggi e la loro relazione a volte dura. "Tutti siamo così diversi", ha detto Hoppus. "È ciò che fa a pezzi la nostra band ed è ciò che ci rende grandiosi quando siamo grandiosi".

Sono passati 21 anni da quando avete fondato i Blink-182. È un pensiero folle?
Hoppus: Sembra naturale; non lo so. Penso dal primo giorno che io e Tom siamo destinati a scrivere assieme delle canzoni. La prima volta che ci siamo incontrati, abbiamo iniziato a scrivere canzoni quella stessa sera. Continuiamo a suonare la canzone "Carousel" oggi, quindi non so, ci si sente come è sempre stato, veramente.
DeLonge: È come una famiglia. Voglio dire, nel bene e nel male, è come se ci fossi nato dentro.
Avete menzionato "Carousel", la prima canzone che avete scritto assieme. Vi sentite ancora connessi con quella canzone?
DeLonge: Oh sì. Stavo per dire assolutamente. È strano. Pensavo esattamente la stessa cosa quando l'abbiamo suonata l'altra sera. È una specie di esperienza extracorporea. È un pensiero strano.

È una cosa di amore-odio. Per me, era un tipo di domanda filosofica: come abbiamo fatto ad avere una delle nostre prime canzoni, se non la prima? Come fai a non sentirti una parte di essa? Mi sento sempre come se avessi voluto scrivere un testo migliore, tuttavia a quel tempo era diverso per il pop-punk. Era così veloce. Ma come la suoniamo adesso, così come l'abbiamo suonata in altri anni, a molte persone è piaciuta. Comunque, qualunque fosse la tua domanda, ho passato un momento molto interessanto con questa canzone la sera scorsa cercando di capire perché è ancora in giro.

Ho passato molti di questi momenti con le canzoni dell'era di Enema e di Jacket. Precisamente prima dell'album con lo smiley [l'album autointitolato del 2003], mi sento molto connesso a loro nel modo di un ragazzo completamente punk-rock. Questi si sentono per la maggior parte come me per qualche ragione. Anche se le cose che preferisco suonare e le cose che mi piacciono di più sono le nostre ultime cose dallo smiley fino a Neighborhoods e il resto, la maggior parte del mio DNA è in queste canzoni, se questo ha un senso. Il resto delle canzoni sono solo io che cerco di essere qualcosa che non sono. (ride)
Ho recentemente ascoltato i vostri primi album e resistono ancora dopo 15, 20 anni. Cosa pensate che sia la magia dei Blink?
DeLonge: È bello che dici questo. Spero che sia quello che pensano molti fan. Questo è l'obiettivo. Questo è l'unico obiettivo, creare un pezzo d'arte che abbia conti qualcosa molto a lungo nel futuro. Quindi se lo credi, grazie, diffondi la parola.
Specialmente il modo in cui scrivete le canzoni assieme – le canzoni dove voi due cantate assieme, c'è un'alchimia.
DeLonge: Penso che la forza della nostra band sia sempre stato il modo in cui io e Mark ci interponiamo; abbiamo entrambi delle specifiche capacità e, quando si mettono assieme, funziona molto bene. Se tu hai due persone nella band che hanno una voce acuta, squillante e lamentosa, potrebbe essere un male.
Com'è avere un'influenza così gigantesca sulle band che potrebbero essere di un'altra generazione rispetto a voi, ragazzi? I Wavves, per esempio, parlano di come sono stati influenzati dai Blink-182.
Hoppus: È veramente un onore. È molto cool. È sempre un'enorme spinta al proprio ego quando un'altra band dice che le piace la nostra band. È difficile pensare che siamo stati una band abbastanza tempo per influenzare altre band. Quando stiamo scrivendo altra musica, continuiamo a essere influenzati da altre band, quindi pensare ad altre band che si riferiscono a noi quando stanno scrivendo le loro canzoni è veramente fantastico.
DeLonge: Ieri sono stato a letto un'ora cercando di capire dove potesse vivere Ad-Rock a New York. Sono ancora un superfan. Voglio solo andare a colpire la sua finestra. Stavo pensando: "Chi conosco che potrebbe dirmelo?". E così, come ha detto Mark, continuiamo a guardare le band che amiamo. È strano che qualcuno guarda a noi come se piacessimo a loro.
Avete iniziato a scrivere assieme le canzoni per il vostro prossimo album?
DeLonge: Il modo in cui abbiamo sempre lavorato è che io e Mark prendiamo le nostre chitarre acustiche nei nostri soggiorni con le nostre famiglie. E una volta che che iniziamo a ottenere delle piccole cose, vedrai i messaggi e le e-mail che ci mandiamo, poi vengono coinvolti i manager, poi abbiamo bisogno di parlare e poi siamo in tour a parlare, quindi siamo al terzo o al quarto passao, quindi non ci siamo ancora trovati nella stessa stanza a registrare, ma succederà abbastanza presto. Quello sarà probabilmente il prossimo passo, a essere onesti.
Mi è piacuto il vostro EP Dogs Eating Dogs. È interessante; "Boxing Day" ha chitarre acustiche e la batteria elettronica.
DeLonge: Inizialmente doveva essere una joke song. Tutte le volte la guerra nella nostra band è: "Cantiamo sul fottere i cani o cantiamo sul crescere in un mondo oscuro?". Quella è stata l'unica che avrebbe potuto essere divertente, ma si è trasformata in una canzone abbastanza bella. È un bene che ti piaccia. Mi chiedevo cosa pensassero i fan dei Blink.

Ho sempre voluto fare cose diverse. Sono sempre stato ossessinato dal provare a fare cose diverse. Sono sempre stato ossessionato perché mi piacciono diversi generi musicali. E io sono stato quello contrario a questo per molti anni perché ero molto stupido. Ero tipo: 'Punk rock, punk rock, punk rock!'. E tutto quello che non lo fosse pensavo che fosse solamente noioso e io ero così snob. E adesso mi ritrovo a voler fare di tutto tranne il punk-rock. Questo non è completamente vero, ma "Boxing Day" è stata una cosa molto diversa per noi.
Avete pensato alla vostra direzione musicale per il prossimo disco?
Hoppus: Penso che non abbiamo mai avuto idea dove volessimo andare musicalmente. Neanche per una singola canzone – ho dimenticato quale canzone fosse – come "Stockholm Syndrome" che era una canzone completamente diversa quando l'ho portata a Tom e a Travis; era questa cosa lenta e acustica e Tom disse "Cosa ne pensi di questo?" e l'ha cambiata completamente verso questa canzone progressive rock e angusta senza via d'uscita.
DeLonge: Il ritornello di "Up All Night" era di Travis. Era tutti questi sintetizzatori e Travis ha aggiunto la sua parte di batteria, non ce lo disse e poi ci disse: "Penso che dovrebbe andare così" ed era la cosa assolutamente migliore da fare per la canzone. E come ha detto Mark, pensi sempre di sapere come dovrebbe essere, ma prende un'altra direzione ed è sempre migliore.
Hoppus: Non abbiamo mai deciso di dire: "Questo sarà il nostro album prog-rock". Credo che siamo stati vicini con il disco con lo smiley dove volevamo fare qualcosa come The Wall e dove ci sono ci sono gli interludi e c'è l'intera "Stockholm Syndrome" con una donna che legge una lettera. Volevamo che fosse un album piuttosto che una collezione di canzoni. Pensavamo: "Vogliamo che sia un lavoro coerente con sé stesso". Quindi non sapevo che la cosa grandiosa dei Blink è che siamo così diversi. Tutti siamo diversi. È ciò che fa a pezzi la nostra band ed è ciò che ci rende grandiosi quando siamo grandiosi. Quindi quello che pensiamo di mettere di nuovo in un album potrebbe uscire completamente diverso.
Voi, ragazzi, avete lo stesso umorismo che avevate 15 anni fa?
Hoppus: Sfortunatamente.
DeLonge: È ciò che tiene assieme la nostra band.
Come fanno le battute sul palco e durante le canzoni a essere una parte così grnade della band?
DeLonge: Penso che Travis pensi che siamo solamente molto fottutamente divertenti. Mi chiama alle due di mattina e mi dice: "Vogliono ridere così forte da piangere". No, sto solo scherzando. Io e Mark siamo cresciuti con dei ragazzi a cui piaceva divertirsi. Non dovrei dire crescere – quanti anni avevi quando ci siamo conosciuti? 18?
Hoppus: 20.
DeLonge: Avevi 20 anni? Quando ne avevo 16 fino a circa 21, quando i Blink sono diventati veramente un impegno a tempo pieno, quegli anni: ho detto di essere cresciuto con quei ragazzi. Non ho mai detto di essere cresciuto con i compagni di scuola. Ho detto di essere cresciuto con quel gruppo di ragazzi. E con alcuni di loro ci vediamo ancora regolarmente. Sono molto attivi nella mia vita, particolarmente. Quel gruppo di ragazzi, Mark era uno di loro; ci siamo divertiti molto. Stavamo fuori tutta la notte con lo skateboard. Tiravamo cibo e bevande alle guardie giurate che ci inseguivano nei centri commerciali, andavamo in giro in skateboard alle quattro di mattina, mangiavamo ciambelle in un posto che faceva ciambelle calde vicino alla spiaggia, forzavamo l'ingresso delle scuole e cercavamo posti per girare in skate nelle scuole buie o facevamo lo slalom nudi nei parcheggi e altre stronzate nel centro di San Diego. Era una vita incredibile durante quegli anni e penso che siano state assolutamente le fondamenta di quello che era questa band. E fortunatamente sembra che siano rimaste o in relazione con molta gente. E una di queste cose è l'umorismo.
Quanto siete vicini voi due adesso?
DeLonge: È uguale. Non parliamo tanto quanto dovremmo, ma Mark probabilmente non se ne andrà mai via da me.
Hoppus: Quando siamo divisi, siamo con le nostre famiglie. Io vivo nel Regno Unito, Tom vive a San Diego e Travis vive a Los Angeles, quindi ci parliamo ogni tanto con i messaggi, ma appena torniamo assieme nella stessa stanza è come un viaggio nel tempo, come se non fosse successo nulla, come se avessimo appena fatto un tour. Forse per la prima mezz'ora siamo come: "Quindi che succede? Come vanno le cose?". Poi iniziamo a suonare ed è tutto normale.
Quindi l'anno prossimo ci sarà un nuovo disco?
Hoppus: Sì.
DeLonge: Questo è il piano.
Avete un produttore?
Hoppus: No. Ci stiamo pensando ma non abbiamo ancora deciso. Tutto questo tour, tutta questa esperienza è per prepararsi al prossimo disco. Ci siamo incontrati con le etichette discografiche, abbiamo parlato dei produttore, abbiamo cercato di capire internamente qual è il piano per i Blink.
Pensate che andrete con una grossa casa discografica?
Hoppus: Non lo so. Teniamo aperte tutte le possibilità. Ci stiamo incontrando con alcune case discografiche.
DeLonge: Non siamo contro.
Hoppus: Non siamo contro. Se è la giusta etichetta discografica e la giusta collaborazione e il giusto ambiente o se possiamo farlo noi o usare un distributore. Ora ci sono molte possibilità per le band.
DeLonge: Non è solamente una questione di essere completamente indipendenti o con una casa discografica. Ci sono molte sfumature di grigio quindi è possibile utilizzare le etichette discografiche per le cose di cui hai bisogno o assumere dei servizi. Ci sono molte possibilità. Non siamo contro nessuna di esse.

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