Travis Barker: "Tom DeLonge dovrebbe farsi uomo e lasciare i blink-182"

Per promuovere il Musink 2015, Travis Barker è stato intervistato da Alternative Nation e ha parlato, tra le altre cose, di Tom DeLonge e del futuro dei blink-182.

Visto che sono sicuro che sarai un po’ stufo di spiegarlo, puoi darmi la versione più riassuntiva di perché e come Tom ha lasciato la band?
Sostanzialmente avevamo programmato concerti e gli studio per registrare/provare all’inizio dell’anno e il 30 dicembre abbiamo ricevuto un’email dal manager di Tom che diceva che si sarebbe preso una pausa [NdT.: hiatus] a tempo indeterminato dalla band e che non avrebbe fatto nulla di relativo ai Blink-182 per un certo periodo di tempo. Ha detto che non avrebbe dato un periodo di tempo. Avevamo già firmato un contratto discografico e presentato un concerto, quindi abbiamo solamente deciso di suonarlo senza Tom e con Matt Skiba [frontman degli Alkaline Trio]. Questo è più o meno il succo della questione.
Quando l’avete sentita dal suo manager, questa notizia è arrivata come una sorpresa o ci sono state in precedenza delle tensioni tra di voi?
Penso che questa sia la terza volta che lascia senza che nessuno lo sappia perché le altre volte non lo abbiamo annunciato. Ma questa è solo l’ultima goccia. Semplicemente non è bello per i fan. È sempre stato d’accordo a fare tour giganteschi e a registrare album, ma, quando arrivava l’ora di entrare in studio, trovava qualche scusa per non farlo. E non le abbiamo neanche sentite da lui, ma dai suoi manager. Si è arrivati a un punto dove decidi che non forzerai nessuno a fare qualcosa che non vuole fare e che è il momento di andare avanti.
Al momento siete in condizione di parlarvi o c’è cattivo sangue tra voi due?
Per quanto mi riguarda, non c’è cattivo sangue da parte mia. Gli auguro il meglio in tutto quello che fa. Penso che la cosa giusta per lui da fare sia di farsi uomo e lasciare la band invece di dire alla gente che non ha lasciato ed essere onesto con i fan. Penso che dovrebbe chiudere e fare ciò di cui è veramente appassionato. Anche tra tutti gli altri progetti a cui lavoro, riesco sempre a trovare un modo per dare la priorità e continuare a essere appassionato dei Blink-182. Amo suonare, ascoltare e qualsiasi cosa del punk rock. Mi ha cambiato la vita. Penso che a Tom non piaccia la musica punk e che sia una fase per lui.
Quindi il vostro frontman attuale per il tour sarà Matt Skiba degli Alkaline Trio. Com’è stata la vostra relazione passata con Matt e come stanno andando le prove con lui?
Alkaline Trio sono stati in tour con i Blink-182 per un po’ come band di apertura. Stiamo provando da due settimane e sta andando alla grande. Ci sono armonie che non erano mai state cantate. Sta effettivamente suonando la chitarra invece di usare solamente Pro Tools. È una ventata d’aria nuova e avere qualcuno che è motivato ed entusiasta di essere lì è un’enorme differenza. In generale Skiba ha una voce molto piacevole e non ci poteva essere sostituto migliore.
E Matt Skiba si unirà a voi al Musink festival. Cosa si possono aspettare i fan dalla band al festival?
È un festival di tre giorni di grande musica. A partire da Rancid, Sick of it All, The Interrupters, Bad Religion, OFF!, Ignite, Yelawolf e Prayers. E suonerò sia durante l’esibizione di Yelawolf che in quella dei Blink-182. Poi ci sono circa 75 dei migliori tatuatori di tutto il mondo. Molte persone stanno già prenotando degli appuntamenti. L’anno scorso abbiamo avuto The Descendents, The Vandals, Gorilla Bisquits, Judge e Strife. Migliora ogni anno. Cerco sempre di fare un passo indietro e di scegliere band che sarei stato entusiasta di vedere se fossi un ragazzo che viene all’evento.
Per quanto riguarda l’esibizione dei Blink-182 al festival, come sarà all’incirca la scaletta?
Ci sono canzoni che per qualunque motivo non sono state in scaletta che ora possiamo suonare, quindi si sentiranno molte vecchie canzoni che i fan desiderano ardentemente. Penso che abbiamo provato 30 o più canzoni. Non so se le suoneremo tutte perché abbiamo un’ora e mezza di tempo a disposizione. Abbiamo fatto anche un paio di cover. Penso che abbiamo provato più di quanto abbiamo fatto.
C’è una differenza piuttosto ampia tra il self-titled del 2003 e il vostro album più recente, Neighborhoods. Puoi parlare del processo di scrittura di quell’album?
Quello era il primo album che abbiamo fatto dopo essere tornati assieme ed è stato il nostro primo disco da quando sono uscito dall’ospedale. Non ero neanche ancora guarito quando abbiamo iniziato a scrivere. Non potevo nemmeno suonare la batteria per le ferite ancora aperte, ma ero molto motivato ed entusiasta di tornare in studio a fare quello che amo. La maggior parte è stata fatta attraverso le email con io e Mark che registravamo a North Hollywood e Tom che registrava a San Diego.
Considerando che la situazione dei Blink-182 è un po’ caotica in questo momento, ci sono dei progetti paralleli e delle pubblicazioni soliste che ci possiamo aspettare?
Nell’ultimo paio di mesi ho lavorato a un nuovo album di cover dei Transplants dove suoniamo di tutto da Cockney Rejects, Crass e Blitz a Beastie Boys, Run-D.M.C. e Sepultura. Quindi sarà finito e mixato entro il mese prossimo. E poi ho appena iniziato un altro album solista, che sarà più radicato nell’hip hop. Ho appena prodotto e suonato in un EP per i Prayers. Non so come descriverli, hanno il loro genere, ma ci sono molti elementi punk rock perché ogni canzone dura al massimo due minuti e mezzo.
I Blink-182 sono stati un ingrediente importante del successo del pop-punk con album come Enema of the State o Take Off Your Pants and Jacket. Pensi che il genere sia in rialzo o in declino al giorno d’oggi?
Tutto ciò che ha a che fare con il rock sembra che sia in declino. Non ci sono più molte stazioni rock o MTV, si va semplicemente su Youtube. Penso che musica punk, pop-punk e rock siano tutte compatibili tra di loro e penso che la buona musica sia buona musica. Non detesto i Descendants perché ora non sono popolari. Amo i Descendants, Vandals, Minor Threat e GBH. Amo tutte queste band per la loro musica e non me ne frega un cazzo se sono in crescita o in declino. Ma penso che i giorni in cui si accendeva MTV e si vedevano Blink-182 e Green Day non esistano più. C’è qualcosa da dire quando vedi gente di 40, 20 o anche 12 anni ai nostri concerti.
Da ragazzo qual era la band dei sogni in cui volevi suonare la batteria e oggi è cambiata?
C’è stata un’esibizione dove ho suonato con Slash, Flea al basso e Ozzy Osbourne alla voce. Questi momenti sembrano come se fossi potuto morire subito dopo o avessi potuto smettere di suonare perché tutte le mie aspirazioni erano state esaudite. Ho realizzato tutto quello che avrei voluto fare quindi ora è tutto divertimento e prendo ogni giorno così come viene.
Ci sono stati tantissimi musicisti versatili con cui hai suonato. C’è qualcun altro con cui vorresti collaborare in futuro?
Penso che Willie Nelson sarebbe qualcuno di divertente con cui mi piacerebbe collaborare. Anche se tutti gli altri sono già successi. L’anno scorso ho lavorato con Run the Jewels al loro album e allo stesso tempo Zach [de la Rocha, cantante dei Rage Against the Machine] stava facendo un brano con loro. Penso che sarebbe bello collaborare con Zach perché mi è sempre piaciuto tutto ciò che rappresenta e la musica che ha fatto.
C’è qualche piano concreto per i Blink-182 dopo il festival con Skiba?
Vedremo. L’obiettivo iniziale era di fare il concerto perché ci eravamo impegnati. C’è un’atmosfera grandiosa e ognuno è entusiasta di suonare con gli altri. Stiamo bene insieme e Skiba sta andando alla grande. Se facessimo un album con Skiba, sarebbe fantastico. Non so se questa sia una possibilità perché non posso parlare per tutti. Adesso siamo nella fase della luna di miele. Siamo tutti molto felici e c’è un’atmosfera in sala prove che non avevamo da molto tempo.

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