Travis Barker: "Ho visto la morte in faccia e sono sopravvissuto"

Travis Barker ha rilasciato una lunga intervista a Kerrang! in cui ha parlato del suo incidente aereo, dei blink-182, di Tom DeLonge, dei suoi progetti paralleli e di molto altro.

Travis Barker ha iniziato l’intervista parlando dell’incidente aereo e della morte successiva di DJ AM.

Ogni esperienza di morte scuote. Ci sono state delle perdite. Ho perso uno dei miei migliori amici, il mio assistente. Ho perso la mia guardia del corpo. Un anno dopo ho perso DJ AM. Anche lui era uno dei miei migliori amici. Quindi molte persone che erano molto importanti per me sono state portate via. Oltre questo, ho visto la morte in faccia e sono sopravvissuto.

Oh, mi ha cambiato completamente la vita, al 110 per cento. C’erano molte cose da affrontare, dal senso di colpa del sopravvissuto al vedere il figlio del mio assistente crescere senza un padre. Ha la stessa età di mia figlia. So che ogni giorno dall’incidente è stato una benedizione. Mi sono dovuto convincere che ne sono uscito vivo per una ragione e che avrei dovuto tirare fuori il massimo da ogni giorno. Finché non sei quasi morto, finché non vedi la morte in faccia, non puoi dire veramente: “Apprezzo ogni giorno come se fosse l’ultimo”.

L’incidente aereo ha fatto cambiare vita a Travis Barker e da allora non ha fatto uso di droga. Una delle prime esibizioni di Travis Barker alla batteria da sobrio è stata quella ai Grammy del 2010 con Lil Wayne, Eminem e Drake.

In quel periodo stavo collaborando molto con Wayne. Poi è stato molto figo vedersi raggiungere da Drake, che veniva riconosciuto come uno dei migliori nuovi autori in circolazione. Vedere Wayne e Eminem collaborare assieme sul palco era pazzesco. Per me essere là ed essere scelto come batterista in quella occasione è stato molto figo. Mi chiedevo: “Come faccio a farlo senza l’aiuto della droga?” Lo ricordo come uno dei miei primi grandi successi dopo che mi ero fermato. Ma devo tutto ai blink-182. Non ci sarebbero stati momenti come quello se non fossi stato in questa band.

Oltre che dalla musica, Travis Barker è stato aiutato dallo sport, dalla famiglia e dagli amici.

Mi piacciono molto le arti marziali miste. Mi piace tutto il duro lavoro e l’allenamento che ci sta dietro. Mi piace la box. Amo passare del tempo con la mia famiglia soprattutto e con i miei amici. [..]

Corro molto. Corro quattro o cinque miglia al giorno. È grandioso farlo quando mi sveglio. [..] Quello è ciò che mi fa iniziare la giornata. In tour [..] corro e ho uno studio, così posso scrivere costantemente. Quando non scrivo, posso prendermi una pausa e ascoltare della musica. Se non sto facendo quello, suono la batteria.

Quando Travis Barker si è unito ai blink-182 nel 1998 sentiva di essere sul punto per iniziare qualcosa di speciale.

Ero stato in tour con loro, quindi avevo già visto cosa facevano. Mark e Tom erano molto divertenti e sono sempre stati anche molto gentili con me. Ero solo una riserva della band di supporto [gli Aquabats] e nonostante questo erano molto tranquilli con me. Ero lo stesso di adesso: mi sedevo e suonavo la batteria tutto il tempo. Mi sentivo un po’ fuori posto quando mi sono unito alla band all’inizio, perché erano molto intimi ed erano molto comici. [..] Ma sì, sapevo che c’era qualcosa di speciale e conoscevo il potenziale.

Travis Barker ha sempre ascoltato tanti generi musicali, anche prima di entrare a far parte dei blink-182.

Probabilmente per l’80 per cento musica rap, anche se ho ascoltato punk rock e hardcore per anni. [..] Penso di aver capito che tutto mi ha influenzato e ispirato, anche il jazz più antico o i Rat Pack [Frank Sinatra, Sammy Davis Jr]. Ho sempre lasciato che tutto mi ispirasse, ma non è cambiato molto dal 1999 a oggi. [..] Sono cresciuto ascoltando musica rap e ho amato anche punk rock, metal e country. Mi sono sempre ispirato a tutto, ma non ho lasciato che la musica decidesse chi fossi.

Travis ha raccontato come la sua vita è cambiata con il successo dei blink-182.

All’inizio ho fatto in modo che non cambiasse molto. Ero stato ingaggiato come batterista, quindi ero solo nei posti in cui dovevano esserci anche loro. Ero ai concerti, ma non riuscivo a capire cosa stesse succedendo. Poi abbiamo visto tutti che le cose stavano diventando sempre più grandi, l’attenzione, MTV... era così popolare. Tutto è successo molto in fretta. [..] Non c’era tempo per pensare. A un certo punto, dopo che si è raggiunto il successo, ti viene detto: “OK, tornate e scrivete un altro album”. E quella è stata più o meno la mia vita da allora.

Lo hiatus dei blink-182 non è stato un grande problema per Travis Barker.

I Transplants si erano sciolti e avevo discusso con DJ AM di fare qualcosa insieme. Era il miglior DJ e musicalmente stava dappertutto. [..] Letteralmente i blink si sono sciolti e il giorno dopo ho chiamato il mio manager e gli ho detto: “Lascia la mia batteria nella nostra sala prove, perché ci tornerò domani”. Sono andato con AM e [..] abbiamo suonato per circa cinque ore senza dirci una parola. Poi ho pensato: “Questo è quello che farò!” Poi si è trasformato in un mostro molto divertente per noi. Ho lavorato al mio album da solista. Ho lavorato con tantissimi rapper. Ho lavorato con molti più rapper di quanto avessi fatto quando ero nei blink, perché producevo molta musica e sono andato in tour con Lil Wayne. Naturalmente ero triste che i blink non c’erano più, ma allo stesso tempo pensavo che fosso il momento di seguire altri sogni.

Travis Barker ha parlato della riunione del 2009 e del secondo addio di Tom DeLonge.

Avevo già accettato che fosse finita, quindi, quando siamo tornati e abbiamo fatto il reunion tour, è stato molto figo. Era divertente avere ancora Tom e Mark nei paraggi, ma ho sempre avuto la sensazione che a Tom piacesse fare più le sue cose che quelle dei blink. I blink sono sempre stati la mia priorità, anche quando ero in tour con Wayne, lavoravo con qualsiasi rapper, facevo qualcosa con i Transplants o facevo qualsiasi altra cosa. [..] Per quanto riguarda Tom, a cui voglio bene da morire, avevo la sensazione che i blink non fossero più la sua priorità. [..] In qualche modo lo rispetto e credo che potevo vedere che l’attenzione di Tom era altrove. Poi ho avuto ancora più rispetto per lui perché ha detto: “Guardate, non voglio più farlo e voglio andare a fare questo, questo e questo”. Per lui, che ho visto andare via da una macchina così grande, ho solamente rispetto.

Travis Barker è ancora in contatto con Tom DeLonge.

Parliamo, anche se attraverso messaggi, e ci diciamo: “Ehi, va tutto bene? Come va il tour?”. Gli rispondo: “Amico, tutto va alla grande e spero che sia lo stesso per te”. Sono solo piccole discussioni, ma sì, sicuramente ci teniamo in contatto, anche solo per controllare.

Travis Barker ha parlato del ristorante di taco che ha posseduto e del Crossroads Kitchen che possiede tuttora.

Quella è stata la mia prima vera esperienza nel provare a investire i miei soldi in qualcosa di figo al di fuori del mio ambiente. Adesso possiedo un ristorante con alcuni miei amici che si chiama Crossroads Kitchen, che è un ristorante vegano molto popolare a Los Angeles. Lo chef è come un dio del cibo vegano. È fantastico. Amo gli investimenti che faccio nell’ambito dello stile di vita che faccio. Il ristorante di taco alla fine è stata una cattiva esperienza. Ero giovane, ho fatto un investimento e sono stato fregato, ma è stata un’esperienza da cui ho imparato.

Nonostante la lunga esperienza nella ristorazione, Travis Barker non è un bravo cuoco.

Preferisco prendermi del cibo d’asporto. Non ho molto tempo libero per cucinare bene. Penso a come sarebbe merdoso il cibo se provassi a cucinarlo rispetto al cibo magnifico fatto per me da qualcuno che sa cosa sta facendo mentre sono impegnato a fare musica. [..] Non mi piace passare del tempo a fare cose che so di non essere capace a fare. Concentrati su ciò che sei bravo a fare e non ti puoi sbagliare.

Travis Barker ha concluso l’intervista parlando di quando ha recitato in una puntata di CSI.

Ho partecipato con il mio assistente, Chris, che è morto nell’incidente aereo, e con la mia ex-moglie [Shanna Moakler]. Praticamente lei è un’attrice e mi ha detto: “Mi daranno la parte in questa serie TV se ci sarai anche tu con me”. Quindi le ho risposto positivamente e mi hanno fatto fare la parte di rapper! [..] Come per qualsiasi cosa relativa alla recitazione a cui ho mai partecipato, ho detto: “Guardate, sono un batterista, ditemi cosa cazzo volete che io faccia, ditemi cosa volete da me e vi darò il mio meglio. Ma non sono un attore, non prendo queste cose seriamente, ma cercherò di dare il 100 per cento.” Questo è il modo con cui affronto ogni situazione.

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