Tom DeLonge: "Il nuovo album degli Angels And Airwaves sarà come avrei voluto che fossero i blink-182 nel futuro"

Tom DeLonge è stato intervistato da NME per parlare del ritorno degli Angels And Airwaves, del loro nuovo album e delle differenze con i blink-182.

Tom DeLonge ha iniziato l’intervista parlando dell’influenza new wave di Rebel Girl e del significato del testo.

Volevo incanalare il mio amore per la musica new wave. Sono un ragazzo degli anni ‘80, sono cresciuto con Joy Division, New Order e The Cure. Tagliare il prato a San Diego quando andavo alle medie, ascoltare di continuo i dischi dei Depeche Mode, quella era la mia vita. Ho costruito Rebel Girl come avrebbe fatto una band punk molto semplice che ha appena scoperto l’elettronica.

Quando la gente si innamora, ha la tendenza a spezzarsi spesso il cuore. Potrebbe essere a causa dall’essere usciti da una relazione precedente, potrebbe essere a causa dell’essere vulnerabile e del dare il proprio cuore a qualcun altro, potrebbe essere perché non funziona anche se ci si ama veramente l’un l’altro. Quello che dice veramente questa canzone è: “Vuoi tornare a dove abbiamo iniziato?” e la risposta è: “Anche con il cuore spezzato, la tortura psicologica, la vulnerabilità, rifarei tutto esattamente nello stesso modo perché l’amore è troppo importante”.

Tom DeLonge ha poi descritto la prossima canzone che pubblicheranno gli Angels And Airwaves e come sarà il nuovo album grazie alla presenza di Ilan Rubin.

Allora ti piacerà la prossima canzone, è veramente sfrontata. Per molti versi quello che gli Angels stanno facendo con il nuovo disco è in un certo modo la mia visione di dove volevo portare i Blink in futuro. Non che fosse già stato creato, ma ho iniziato con i Blink quindi avevo una visione nella mia testa per come dovevano essere all’inizio e poi dove sarebbero dovuti andare. Ma non posseggo la band. Ho dei compagni e la voce di tutti ha lo stesso valore. È come se tre persone provassero a guidare un’automobile contemporaneamente e questo è ciò che li ha resi grandiosi.

Ciò che si vedrà in questo prossimo disco sarà un ritorno alle mie radici, ma fatto in un modo progressive. Ci sarà ansia, chitarre forti ed elementi elettronici. Avrà parti in crescendo e momenti esplosivi che ti faranno venir voglia di rompere qualcosa. Gli Angels avevano già seguito questo percorso, ma avevamo cambiato completamente approccio quando IIan [Rubin] si è unito alla band. Suona anche nei Nine Inch Nails ed è un ragazzo molto interessante. È un chitarrista infinitamente migliore di me. È un batterista che può suonare bene come Travis Barker e questo la dice lunga perché penso che Travis sia il migliore al mondo. Suona il piano meglio di chiunque abbia mai visto. E, alla cima di tutto, sa come costruire elementi elettronici allo stesso modo di Trent Reznor o dei Radiohead, ma le sue band preferite sono Queen, Led Zeppelin e Beatles. Aggiungi tutto questo alla mia sensibilità melodica e alla mia semplicità e, cazzo, adesso questa band può competere ai massimi livelli.

[..]

Ho molta musica. Abbiamo iniziato questo album nove mesi fa e ci ho lavorato un pezzo alla volta. Abbiamo circa metà disco pronto in questo momento e poi entrerà in fase di produzione il film che andrà insieme all’album. Poi quando sarò tornato, finirò l’altra metà del disco e il film e l’album usciranno assieme.

Quando Tom DeLonge ha invitato ad ascoltare Blame It On My Youth, ha parlato anche di punk rock. Ha concluso l’intervista parlando di quel messaggio e del suo rapporto con i blink-182.

La gente deve smettere di pensare che il punk deve suonare in un certo modo. [..] Il punk-rock era un punto di vista, non è mai stato solo un sound. La musica era solo il veicolo per condividere quel punto di vista con altre persone. So che quelle band sono ancora lì, hanno ancora quel punto di vista e quel messaggio si sta ancora diffondendo.

Sono entusiasta per i miei fratelli nei Blink che si evolvono, fanno quello che vogliono fare e creano arte nel modo in cui vogliono crearla. Io non seguo quel modo. Li supporto completamente. Il meglio che vanno è meglio per tutti noi. La gente può vedere le differenze creative quando ascolta il materiale dei Blink o quando ascolta quello che sto facendo con gli Angels & Airwaves. Si può iniziare a capire perché non vado bene a fare quelle cose che vogliono fare. Ho molto da dire. Ho molte emozioni che voglio far uscire. È molto difficile per me farlo in quella specifica impostazione, ma non significa che non mi importa di loro, che non li ami e che non voglia che abbiano successo. Significa solamente che voglio la mia tela su cui dipingere. C’è qualcosa che brucia dentro di me ed è molto grande, esploderò se non la farò uscire.

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