Mark Hoppus parla di Simple Creatures, What's My Age Again?, nuovo album dei blink-182 e molto altro con Metro

Dopo aver intervistato Alex Gaskarth, Metro ha intervistato anche Mark Hoppus per presentare i Simple Creatures e ha parlato di What’s My Age Again?, del nuovo album dei blink-182, di Scott Raynor e Tom DeLonge e del Fyre Festival.

L’intervista è partita dal tweet in cui Mark ha scritto che chi pensa che il testo di What’s My Age Again? dica “I walk alone to get the feeling right” è un falso fan dei blink-182.

L’idea era che fosse uno scherzo. Sono così figo che mi metto l’acqua di colonia. Non lo so, penso che chi si mette troppa acqua di colonia si stia spingendo troppo oltre e questa era l’idea, lo scherzo. “Walk alone” non ha nessun senso. Vai a un appuntamento ma cammini da solo? Nessuno dei due ha veramente molto senso.

È un grandissimo onore che la gente continui ad ascoltare ciò che abbiamo scritto 20 anni fa. Penso che diamo il nostro meglio quando siamo fedeli a noi stessi, ci mettiamo a testa bassa e scriviamo la musica che amiamo e che significa qualcosa per noi. Penso che molte band e molti artisti guardino il mondo cercando di capire cos’è popolare e cosa funziona e si adattano a ciò che la gente si aspetta.

Abbiamo sempre cercato di respingere cosa la gente pensa che i blink-182 siano o cosa i blink-182 potrebbero essere. Enema Of The State — amiamo quel disco, ma volevamo provare diverse influenze, diversi stili, molto di questo ha a che fare con Travis che si è unito alla band e la sua abilità alla batteria non è seconda a nessuno quindi introduceva ritmi diversi.

Mark Hoppus ha poi parlato dei fan che si lamentano dei cambiamenti dei blink-182.

Ci sono sempre stati da quando abbiamo registrato il nostro secondo album. Quando abbiamo registrato Enema Of The State le gente diceva “Speravo che fosse più simile a Dude Ranch”, quando abbiamo registrato Take Off Your Pants and Jacket la gente diceva “Perché non è più simile a Enema Of The State?”

Mark Hoppus ha confermato che non parla da anni sia con Scott Raynor che con Tom DeLonge.

Non c’è cattivo sangue, nessun rancore, nessun risentimento o desiderio di rivalsa. Essere in una band per tutto questo tempo è come un matrimonio o una relazione. Molte volte non dura, la gente cambia, le cose sono diverse, ma non è una brutta cosa.

Mark Hoppus ha ribadito che i blink-182 stanno registrando il nuovo album con lo spirito dell’Untitled, così come ha detto recentemente Travis Barker e lui stesso.

Questo album ha sicuramente lo stesso spirito e la stessa atmosfera di quando abbiamo registrato l’album [self-titled] del 2003, stiamo provando diversi suoni, stiamo provando diverse idee per le chitarre, stiamo cercando di spostare i confini di ciò che sono i blink-182.

Parlando dei Simple Creatures e dell’EP Strange Love che uscirà a marzo, ha ripetuto molte cose delle interviste precedenti: sono il primo side-project vero e proprio di Mark Hoppus, andranno in tour e pubblicheranno altri album, sono diversi da ciò che si sente in radio, Alex Gaskarth è un grande fan dei blink-182 ma ha portato avanti le sue idee in studio di registrazione e i blink-182 rimangono la priorità.

Mark Hoppus ha visto i due documentari che hanno raccontato la storia del Fyre Festival.

Abbiamo notato i primi indizi [del fallimento] quando per mesi abbiamo faticato per avere delle risposte molto banali sull’energia elettrica, la dimensione del palco, quanto peso poteva sostenere il tetto e altre informazioni che i tecnici di produzione riescono ad avere subito. Comunque i nostri tecnici di produzione sono fantastici. A loro basta un palco e la corrente elettrica per far funzionare un concerto.

Avvicinandoci alla data del concerto il nostro team era sempre più scettico sulla realizzazione effettiva del festival. Se avessimo preso un aereo e arrivati là ci avessero dato due pezzi di pane con una fetta di formaggio, sarebbe stata una gigantesca delusione.

Mark Hoppus ha concluso l’intervista parlando del futuro della musica.

Penso che in questo momento la musica stia vivendo un periodo molto entusiasmante. Penso che la tecnologia per creare la musica abbia abbassato notevolmente la barriera d’entrata, si può creare musica con lo smartphone, si possono avere laptop con la stessa tecnologia dei migliori studi del mondo.

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