Mark Hoppus ha parlato del residency a Las Vegas dei blink-182 con Las Vegas Magazine

Mark Hoppus è stato intervistato da Las Vegas Magazine per presentare il residency dei blink-182 a Las Vegas.

L’intervista è iniziata parlando dell’account Twitter di Mark Hoppus che ha tre milioni di follower stabili da ormai due o tre anni. Anni fa Mark ha avuto la possibilità di andare negli uffici del social network.

Mark Hoppus ha poi confermato che l’idea del residency è stata discussa l’ultima volta che hanno suonato a Las Vegas.

Ne abbiamo parlato nell’ultimo anno, quindi sì, ne abbiamo discusso quando abbiamo suonato lì l’anno scorso e ne eravamo molto entusiasti, ma non avevamo idea che avrebbe preso piede quanto ne abbia fatto. Voglio dire, eravamo entusiasti di fare il residency a Las Vegas, ma stavo camminando per il National Mall a Washington a marzo e la gente mi fermava per dirmi: “Abbiamo preso i biglietti per il vostro concerto a Las Vegas”. In tutti i posti in cui vado la gente che non avevo idea che potesse seguire i blink-182 dice: “Oh, amico! Sono entusiasta del tuo nuovo residency a Las Vegas. Sarà fantastico!” Ha preso piede da solo in un modo che non ci aspettavamo.

Mark Hoppus ha continuato dicendo che è felice di suonare al Palms, anche perché lo stanno ricostruendo, e ha aggiunto che le reazioni online dei fan gli sono sembrate positive.

Settimana prossima i blink-182 faranno un incontro per decidere tutta la produzione dei concerti e Mark vuole che sia una cosa sbalorditiva.

Mark Hoppus ha poi parlato della scaletta...

Beh, vogliamo fare uno spettacolo che sia allettante per le persone che sono grandi fan dei blink-182, chi ci segue da sempre e vuole vedere qualcosa del vecchio materiale, qualche perla rara, ma vogliamo mettere su un grande spettacolo anche per la gente che è a Las Vegas per il fine settimana e decide: “Voglio andare a vedere i blink-182”, quindi stiamo cercando di mettere assieme una scaletta che possa piacere sia ai fan più sfegatati che a coloro che verranno al loro primo concerto dei blink-182.

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Questa è l’idea [NdR.: quella di avere una scaletta diversa per ogni concerto], ogni fine settimana o ogni concerto sarà leggermente diverso dagli altri. Detto questo, ci sarà una grossa produzione, molti movimenti di luci ed elementi che in un certo modo fissano lo spettacolo, quindi ci saranno canzoni che suoneremo sempre e poi altre canzoni che cambieranno con nuovo materiale o perle rare, ma non vogliamo fare lo stesso concerto ogni sera per 16 volte.

Mark Hoppus ha poi parlato di come potrebbero suonare un album per intero.

Ne abbiamo parlato. L’anno prossimo saranno i 20 anni di Enema of the State, quindi è sicuramente qualcosa di cui abbiamo parlato e che è all’orizzonete. Non so se faremo un album intero per il residency a Vegas, ma è sicuramente qualcosa che abbiamo pianificato di fare in futuro. Non so se il residency è il posto giusto per farlo. Come ho detto prima, ci saranno persone che verranno al nostro primo concerto e vorremmo suonare anche tutti i successi.

Mark Hoppus ha svelato che ci saranno degli ospiti.

Assolutamente. Vogliamo che vengano dei nostri amici e si uniscano a noi sul palco. Dipende da chi sarà in città quel fine settimana o da chi vorrà venire quel fine settimana, ma, in base a chi sarà in città e alla loro disponibilità, vogliamo che vengano a fare cose diverse rendendo ogni singolo concerto speciale.

Mark Hoppus ha confermato che faranno solo qualche concerto sulla costa est degli Stati Uniti e, oltre al residency di Las Vegas, si concentreranno sul nuovo album dei blink-182.

Abbiamo dei concerti a est. A questo punto non abbiamo nulla di pianificato da fare sulla costa ovest. Potrebbero esserci dei concerti qua e là, ma non faremo un tour vero e proprio nel 2018, a parte il residency a Las Vegas. Quello è il nostro impegno principale per il 2018, insieme a scrivere il nuovo disco.

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Il Palms ha un grande studio nell’edificio e, visto che staremo là tanto tempo, abbiamo parlato di passare del tempo a Las Vegas prima e dopo i concerti, andare in studio lì e lavorare a delle idee o registrare delle canzoni per il prossimo disco.

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Non posso pensare a una giornata migliore che svegliarmi, andare in studio, lavorare per la maggior parte del giorno in studio e poi andare sul palco a suonare. È tutto ciò che amo della band concentrato in una sola giornata.

Mark Hoppus ha spiegato che, vivendo a Los Angeles, è facile andare nel weekend a Las Vegas e poi tornare a casa per il resto della settimana.

Il giornalista ha chiesto se ci sarà un pop up shop di Hi My Name Is Mark...

Non lo avremo. Abbiamo discusso di avere un negozio temporaneo dei blink-182, ma non ne ho parlato di uno di Hi My Name Is Mark. Ma questa è un’idea grandiosa, potrei rubartela.

L’intervista si è conclusa con una domanda su Tom DeLonge: Tom è stato invitato?

Non ne abbiamo proprio parlato. Voglio dire, non c’è del risentimento o cattivi rapporti tra noi e Tom. Lui sta facendo le sue cose e noi lo supportiamo completamente, ma non abbiamo proprio parlato di questo.

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