Travis Barker ha parlato a Music Radar del suo modo di suonare la batteria nei blink-182 e dei progetti futuri

Questa estate mentre era a Birmingham, Travis Barker è stato intervistato da Music Radar e ha parlato dei suoi quasi vent’anni nei blink-182, di batteria e dei suoi progetti futuri.

Travis Barker ha iniziato l’intervista spiegando che i blink-182 hanno deciso di pubblicare la versione deluxe di California dopo che lo ha chiesto loro la casa discografica. Se non fossero state pubblicate allora, quelle canzoni scartate da California sarebbero state troppo vecchie per essere pubblicate in futuro.

Travis ha poi parlato dei suoi quasi vent’anni nei blink-182 e di come è iniziato tutto.

L’anno prossimo sarà il tuo 20° anniversario nei Blink. Come è cambiato il tuo approccio alla scrittura in tutto questo tempo?
Nulla è veramente cambiato. Ho sempre approcciato gli album e la scrittura delle parti di batteria nello stesso esatto modo di come facevo all’inizio. Se si ascolta Enema, il mio primo disco con i Blink, e poi si ascolta il nuovo album, è lo stesso. Ho sempre avuto il mio sound.
Ti era stata data la completà libertà creativa per le tue parti di batteria sin dall’inizio con i Blink? Perché le parti di Enema sono all’opposto delle parti dei dischi precedenti della band.
Non sapevo veramente come avrebbe funzionato. Nessuno mi ha preso da parte e mi ha detto: “Ehi, potrai fare questo e non potrai fare quest’altro”. È stato talmente veloce dal passare dall’essere un sostituto per un paio di concerti a loro che mi dicono: “Pensiamo che vogliamo che tu suoni con noi la batteria”.
Poi mi hanno telefonato due settimane dopo per dirmi che il giorno seguente sarebbe stato il mio primo concerto. L’intera faccenda è andata così. Per esempio: “Ehi, registreremo l’album tra due settimane”. Facevo solamente quello che pensavo avrei dovuto fare e che si aspettavano da me. Non ho fatto molte domande.
C’era Jerry Finn allora ed era un fantastico produttore e una fantastica persona. Jerry, Tom e Mark mi hanno sempre dato completa libertà per le mie parti di batteria. Penso al modo con cui Jerry me lo diceva a quel tempo: “Ehi, nessuno farà assoli di chitarra in questa band, quindi nei bridge fai le tue cose, Trav, devi essere sperimentale”.
I bridge erano come i miei assoli di chitarra, ma per batteria. Non erano necessariamente assoli di batteria, ma potevo essere creativo e fare parti diverse dalla prima e la seconda strofa e rendere gli intro e gli outro diversi.

Travis Barker ha poi spiegato che propone sempre diverse idee per le canzoni e fa scegliere la migliore agli altri membri della band. Poi ha descritto alcune canzoni di California.

Si può approcciare una canzone suonando quello che suonerebbero tutti, ma cerco di rendere le parti più originali possibile. Per esempio, l’inizio di No Future.
All’inizio John voleva solamente un forte due e quattro per quella canzone. L’ho fatto così, ma pensavo che fosse noioso e l’ho modificato. Ho creato la prima parte al volo e John diceva: “Cosa cazzo è quello?! Cos’è?!”.
Questo è ciò che rende il sound dei Blink quello che è e non come quello di altre band del nostro genere musicale. Sento di avere la libertà di avere parti di batteria che sono diverse, sperimentali, divertenti e più entusiasmanti per me.

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[Per Los Angeles] c’è una specie di mezzo ritmo reggae con cui stavo giocherellando. [..] Quel ritmo era solo sperimentazione; una volta che ho ascoltato la parte di chitarra, ha avuto l’idea per quella parte all’inizio. Il secondo verso ha questo ritmo quasi reggae mezzo tempo four-to-the-floor, con un sentore di ska.

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Amo Teenage Satellite, questa è una di quelle che mi piacerebbe suonare live. Questo ha un ritmo piuttosto chiaro. [..] Ha un’atmosfera reggae nel bridge.

Travis Barker ha parlato delle improvvisazioni durante i concerti dei blink-182.

Mi arrischio un po’. Cambio qualche intro. Mark mi dice sempre di farlo perché riesce a mantenere fresche le cose. Qualche volta Matt mi guarda come se non capisse cosa stia succedendo. Penso che mantenere le cose divertenti e interessanti sia il modo giusto di andare avanti.
Qualche volta scendiamo dal palco e ci diciamo che preferiamo una parte di una canzone come l’abbiamo suonata rispetto a come l’abbiamo registrata. Mi annoierei se ascoltassi una band che suona come l’album. Anche se si fanno errori, c’è un motivo per cui sono lì ad ascoltare una band live invece che essere a casa ad ascoltare l’album.

Travis Barker non pensa di aver mai avuto il blocco dello scrittore, perché lavorando a tanti progetti con stili molto diversi riesci sempre ad avere delle nuove idee.

Travis ha poi parlato del suo lavoro da solista che gli ha insegnato anche molte cose che utilizza negli altri progetti.

Rispetto a Blink, Transplants e le altre cose rock, provo a rendere il mio progetto solista completamente diverso rispetto alle altre cose che faccio. Non è una cosa che faccio spesso, quindi, quando arriva il momento di fare un album solista, c’è molto altro oltre a suonare la batteria. C’è la produzione e la realizzazione dei brani.
Questa penso che sia la parte più difficile per me. So che devo realizzare questi brani sapendo che suonerò la batteria nella maggior parte dei casi. Questo significa che so che hanno bisogno di molta energia. Molti hanno la chitarra e di solito l’hip hop non ha chitarre.
Generalmente l’hip hop non ha batteria vera, sebbene penso che ci sia un movimento interessante in arrivo con hip hop e batteria vera e propria.
Ma la parte più difficile del mio lavoro da solista è fare la parte del produttore e capire come voglio che il brano e la batteria suonino. Questo è molto difficile, perché i Blink hanno molti impegni.
Molta gente pensa: “Oh, Travis Barker ha un album da solista, spero che faccia assoli di batteria ovunque”. Beh, sfortunatamente non tutte le canzoni necessitano di un assolo di batteria. Anche con i Blink sarebbe strano se facessi il pazzo in ogni canzone. [..] Con il mio lavoro da solista devo trovare il bilanciamento in modo che sia divertente per me e per i fan che amano la batteria e l’hip hop con batteria vera e propria, ma che non rovini la canzoni o lo renda fuori luogo.

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Sono al 70% con il mio nuovo album da solista. Il prossimo passo, il pezzo più importante, è andare a suonarci la batteria. Abbiamo la programmazione, ho realizzato tutti i beat, il secondo passo è prendere tutti gli artisti e capire quale artista va bene per ogni beat. Il terzo passo sarà quando suonerò la batteria, mixerò il tutto e poi lo pubblicherò.

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Posso menzionare qualcuno degli ospiti. Ci sono Lil Wayne, Young Jeezy, Run The Jewels, Wiz Khalifa, Kendrick, Jay 305, YG, Anderson Paak, The Game, Problem... Ho molti ospiti! Ne ho molti e sto continuando a scrivere in questo momento.

Travis Barker ha spiegato che Take Cover dei Transplants è stato registrato un anno e mezzo fa, ma uscirà il 13 ottobre perché dovevano uscire prima i nuovi album di blink-182 e Rancid. Anche quello degli Antemasque è stato registrato due anni fa, ma aspetta l’uscita del nuovo disco degli At The Drive-In.

Travis ha parlato delle sue canzoni dei blink-182 preferite per quanto riguarda la batteria e di quelle che sono cambiate completamente live.

Come abbiamo menzionato prima, sei quasi da 20 anni nei Blink — hai qualche parte di batteria preferita?
Penso che Feeling This fosse molto cool, continua a essere molto cool. Quella è una canzone che è interessante anche per i batteristi. Anche Bored To Death e Los Angeles del nuovo album sono canzoni divertenti per i batteristi.
Anche No Future, se si suona esattamente l’intro, è divertente, il groove in Kings Of The Weekend è super originale e molto divertente.
Tornando indietro, Stockholm Syndrome è molto cool e Down è molto strano e ci sono parti che amo, ma che non credevo che Jerry me le avrebbe lasciate suonare.
Ci sono brani che sono evoluti e che ora suoni diversamente in concerto rispetto a come sono stati registrati?
La base deve rimanere la stessa, ma alcune cose possono cambiare. Come con Dumpweed che suono in base a come mi sento quella sera.
I Miss You è completamente diversa live ora rispetto a come è stata registrata. La fine della canzone ha un intero outro di batteria. Anche Down ha un outro di batteria che cambio ogni sera in base a come mi sento.

Travis Barker ha concluso l’intervista parlando di come un batterista può riuscire a trovare il proprio stile.

Credo di averlo menzionato nel mio libro, una cosa è mettersi lì a imparare le parti di un batterista, ma è una cosa completamente diversa essere quello che scrive quelle parti.
Creare il proprio sound e scrivere parti di batteria interessanti. Penso che questa sia la sfida. E poi scrivere parti di batteria che puoi suonare effettivamente in concerto.
Puoi fare tutte le cose pazzesche in studio, ma, se non riesci a riprodurla sera dopo sera, allora è inutile. Penso che si possano raggiungere questi obiettivi ascoltando di tutto, suonando di tutto e sfidando sé stessi. Ci sono momenti in cui provo cose che sono bravo a fare, ma di solito provo quelle che mi danno più problemi.
È come quando ci si allena, puoi allenare i bicipiti tutto il giorno, ma nessuno vuole fare gli squat o cos’altro gli dà problemi; provate le cose che vi danno problemi. Se si fa così, si aprono più porte nel modo di suonare e si ha maggiore libertà.

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