Tom DeLonge ha parlato dell'album dei Box Car Racer 15 anni dopo

Per il 15° anniversario dei Box Car Racer, Tom DeLonge è stato intervistato da Billboard per parlare degli inizi della band e delle recenti voci di una possibile reunion.

Per i pochi profani, puoi farci un riassunto di come sono nati i Box Car Racer?
Avevamo un paio di grandi dischi con i Blink e sapevo che avevamo bisogno di progredire. Ho sempre considerato il mio lavoro nei Blink provare ad architettare nuovi arrangiamenti e suoni per spingere avanti la band. Ho preso quel ruolo, e non era affatto solo il mio — tutti hanno contribuito alla grande musica che abbiamo realizzato — ma l’ho reso la mia passione, l’ho reso il mio obiettivo. Sapevo che avevamo bisogno di avere un album di trasformazione ma non ero completamente sicuro cosa fosse allora, così ho voluto fare qualcosa a parte e facendo completamente a meno del protocollo standard che seguivamo per [scrivere] le canzoni e come le registravamo. Era troppo costrittivo per me sedermi lì e provare ad avere un tono di chitarra per 10 ore di seguito e poi iniziare a registrare circa a mezzanotte. L’intera modalità era molto difficile per me, così ho voluto fare qualcosa in studio che fosse molto più veloce, molto più dinamico, molto più emozionante e molto più allineato con molte delle radici punk rock che ho sempre seguito. Non che non seguissi il pop-punk; il pop-punk era ovviamente nel mio DNA, ma c’erano tante altre cose che seguivo che volevo far emergere che non fossero solo cose punk veloci, ma fossero più post-hardcore e quei movimenti iniziali che la gente iniziava a chiamare emo. Ho sempre seguito quelle prime band che facevano quelle cose ma molto più spinte.
Così sono andato, ho fatto il disco dei Box Car Racer e mentre stavo scrivendo le canzoni ho pensato “Cazzo, ho bisogno di qualcuno che suoni la batteria” e perché non chiederlo a Travis [Barker]? È il miglior batterista di sempre e poteva venire a fare un salto. Beh, una volta che abbiamo iniziato abbiamo voluto fare le cose al meglio delle nostre capacità, quindi non c’era nessun motivo di creare una nuova band; era letteralmente un progetto artistico, ma siamo finiti ad essere molto orgogliosi e ci ha come creato delle ali artistiche e ci ha aperto un po’ le porte su come avremmo potuto progredire la musica che amavamo e realizzavamo, ma non ha confuso la gente con qualcosa di radicalmente differente che avrebbe potuto non capire. Era solo una progressione naturale che era una bellissima progressione in quel momento.
Molto di quello è stato portato nell’album senza titolo dei Blink. Ci sono molti esempi musicali, come “Stockholm Syndrome” e “All Of This”, che sarebbero potuti stare in un album dei Box Car.
Oh sì, ha avuto tutto quell’effetto. Ho sempre detto alla gente che quel disco era assolutamente il miglio disco [dei Blink-182] grazie al disco dei Box Car Racer. Secondo me, non ha nulla a che fare con nient’altro, perché c’era così tanto dramma intorno al disco dei Box Car Racer nella band che abbiamo tutti avuto un specie di momento da “venendo a Gesù” e mi hanno detto “Guarda, cosa sono le cose che vuoi fare musicalmente?” e ho risposto “Queste sono il tipo di cose che voglio fare. È molto più dinamico, è molto più emozionante” e tutte quelle cose che ho descritto prima. Quindi ci siamo detti: “Bene, facciamole qui”.
Quindi abbiamo preso una casa e non abbiamo registrato in uno studio. Abbiamo cambiato il modo in cui registravamo e abbiamo cambiato quello che desideravamo fare — non solo essere compiacente e soddisfatti. Troppo punk rock è come quello. Quello è ciò che la gente odia del punk: lo ami per tre dischi e poi pensi: “Cazzo! È sempre la stessa merda!” Quindi come si può progredire qualcosa che non sembra progredibile? L’album self-titled [dei Blink-182] è uscito perché sono andato a “scuola di musica” con Travis e abbiamo forzato la porta a essere completamente aperta e abbiamo fatto molte altre cose.
Quando è stata l’ultima volta che hai ascoltato veramente l’album dei Box Car Racer?
Oh mio dio, non lo ascolto da... moltissimo tempo. Voglio dire, se Box Car è uscito 10 anni fa, mio dio.
15 anni fa.
Aspetta, quanti?
15.
Oh, 15? Oh mio dio. Pensavo che 10 fosse poco. [Ride.] Probabilmente non lo ascolto da allora. Voglio dire, tradizionalmente ascolto tutto il tempo la mia musica perché faccio musica per me, capisci? Non è vanità, perché sicuramente penso che me la cavo a malapena quando si parla di abilità musicali. [Ride.] Semplicemente mi piace quello che faccio perché tutto quello che faccio è solamente celebrare tutto quello che amo, così afferro forme e colori da tutta la musica che amo e provo a combinare le cose. Tipo: “Ecco qualcosa dei Journey ed ecco qualcosa dei Fugazi. Cosa succede quando si mettono assieme?” [Ride.] Poi lo ascolto e penso: “Beh, continua a sembrare come i Descendents. Ugh! Mi stavo sforzando così duramente!” [Ride.] Così ascolto molto le mie cose ma poi mi annoiano e non le riascolto più. Quindi, per rispondere alla tua domanda, è probabilmente così tanto tempo.
Beh, nonostante non sia esattamente fresco nella tua memoria, ripensandoci, come ti senti a proposito dell’album tutti questi anni dopo?
No, lo conosco bene. Penso che sia una bomba. È la versione popolare delle influenze post-hardcore e punk rock della mia vita, ma è anche molto artistico. Penso che abbiamo fatto qualcosa con la registrazione di quel disco che per la maggior parte non era mai stata fatta prima, dove le variazioni, il volume e l’ambito sonoro sono estremi. Quello è il primo disco che ho creato a mano. Non registrato, creato a mano — due cose completamente diverse.
Col senno di poi, pensi che ci sia qualcosa che avresti forse voluto fare diversamente con quell’album?
No, per nulla. È divertente perché è come se fosse la cosa migliore e peggiore [per i Blink-182]. È stato l’inizio di molte tensioni nella band ma è stato anche la cosa che ci ha portato a scrivere canzoni decisamente migliori, quindi cosa fai? Il cambiamento è duro per i fan, per i membri della band e non ho mai voluto cambiare solo per il piacere di cambiare. Sono piuttosto strategico su come faccio tutto e non cambierò mai la mia definizione di ciò che penso sia cool. [Ride.]
I Box Car Racer sono sempre dovuti essere un progetto unico per uscire dal vostro sistema o avete mai avuto l’intenzione di andare avanti?
Non c’era nessuna intenzione ma posso sicuramente dire che avremmo seguito tutto ciò che avrebbe portato al tempo, perché, quando lo abbiamo finito, l’etichetta discografica stava andando fuori di testa. Ci dicevano: “Oh mio dio. Cos’è questo?! Potreste aver fatto i più incredibili cambiamento di marchio e cosa di marketing mai fatti nella musica!” [Ride.] Dicevano tutte queste stronzate perché veniva da una band pop-punk che era molto popolare per essere molto educata in un modo ma vietata ai minori nei concerti. Quindi siamo usciti con qualcosa di molto cool ma l’intera cosa è finita molto velocemente perché creava un ostacolo significativo [ai Blink-182] che ha diviso molto la band. L’etichetta discografica l’ha percepito ed era l’ultima cosa che volevano; era l’ultima cosa che chiunque voleva. Quindi li abbiamo messi da parte. Abbiamo fatto un tour e poi era finita.
Hai scritto recentemente su Twitter che tu e Travis avete avuto una conversazione seria che ha ovviamente portato a molte supposizioni sui BCR da parte dei tuoi follower. Da allora hai seminato diversi indizi e hai anche chiesto ai fan chi avrebbero voluto come ospite in un secondo album. Quindi cosa puoi svelare? Cosa sta succedendo?
[Ride.] Beh, non svelerò nulla, ma Travis e io parliamo tutto il tempo. C’erano sempre discussioni sui Box Car Racer; ne abbiamo parlato per molto tempo. Siamo appena usciti con un vinile e abbiamo avuto delle offerte per riportarli in attività. Non so se era il Coachella, ma abbiamo avuto cose come questa che ogni tanto escono fuori. È qualcosa che non è mai morto nelle nostre immaginazioni ed è qualcosa che penso desideremo fare. Se usciremo con qualche grande annuncio o se saremo pronti a dire “Ehi, sta per succedere”, non conosco nessuno di questi dettagli. Ma penso che la nostra passione per quello che abbiamo fatto è forte. Ne abbiamo parlato e vogliamo fare qualcosa ma non desideriamo parlare dei dettagli perché stanno succedendo molte cose nella mia vita in questo momento, e anche in quella di Travis. I Blink adesso stanno facendo molto bene e siamo tutti in una buona posizione, al contrario di quella che potrebbe essere l’opinione pubblica. [Ride.] Sono nella miglior situazione di sempre in cui la band può continuare e possono fare quello che vogliono. E io sto realizzando un film importante e sto lavorando con persone del governo, quindi è un grosso affare.
Hai qualcosa che hai scritto che pensi potresti utilizzare per un album dei Box Car?
[Pausa.] Sei un investigatore. [Ride.]
Tu sei un investigatore, non io.
[Ride.] Penso che la risposta più sicura sia che la musica che sto facendo ora, che sto scrivendo ora, sia molto più vicina a quel sound [dei Box Car Racer] che agli Angels & Airwaves tradizionali, per la natura di ciò di cui mi sto interessando in questo momento.
Quindi, se farai un altro album, chi sono le persone che vorresti che siano coinvolte, per quanto riguarda gli ospiti?
Sai, è divertente: su Twitter stavo parlando con Anthony Green (Circa Survive, Saosin). La sua voce mi fa sentire come se fossi tornato agli anni ‘70 o qualcosa del genere. Ma, non lo so... sarebbe ottimo su quel disco. Questa è una domanda molto buona. Voglio dire, vai con qualcosa di elettronico ed estremo o vai con qualcuno che è più un veterano del cool, da dove veniamo? Sai, provare ad avere Ian MacKaye (Fugazi, Minor Threat) che viene lì e urla qualcosa. Ci metteresti Enya? [Ride.] Ci vedrei anche fare una canzone acustica con Ben [Gibbard] dei Death Cab [For Cutie], sai? Sarebbe cool anche quello. Non penso che ci siano proprio limiti; deve essere solo qualcuno di molto autentico. Quello è tutto ciò che mi interessa.
Ho visto molta gente rispondere a quel tweet suggerendo Mark [Hoppus] e credo che te lo aspettassi.
Oh, sì. Era divertente. L’ho visto anch’io. [Ride.] Non credo succederà ma dovrei farlo.
Quindi, se dovesse arrivare, quali sarebbero le possibilità di avere un concept album cospirativo?
Se stessimo per fare un album, quali sarebbero le possibilità... Se fosse così probabilmente avrebbe una svolta perché sono qualcuno che è profondamente coinvolto in cose che sono contrarie all’opinione pubblica quando si parla di cospirazioni. So molte cose ed è sempre diverso da ciò che si pensa che sia e sarebbe una storia che vorrei raccontare anche se sarebbe attraverso un concept album. Le emozioni fanno definire qualcosa che non è definito e le emozioni non sono sempre corrette. E quando si impara la vera definizione di qualsiasi sia il soggetto ci si potrebbe sentire un po’ ingenui. Questo per me è molto più cerebrale e interessante.

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