Tom DeLonge e il culto del cargo su cui si basa "Sekret Machines: Gods"

Tom DeLonge è stato intervistato telefonicamente dal Washington Post per parlare del libro Sekret Machines: Gods che ha scritto con Peter Levenda.

Tom DeLonge ha iniziato a pensare a qualcosa di più grande durante l’adolescenza quando ha vissuto il conflitto tra sua madre, che era una cristiana devota, e suo padre, che non era per nulla religioso.

Ho capito presto che c’era qualcosa di strano con l’esperienza della vita umana. Ci sono tutte queste guerre. Avevo una famiglia molto difficile e distrutta. Sono stato cacciato da scuola.

Tom DeLonge ha spiegato che in Sekret Machines: Gods si parla dell’esperienza umana come di un culto del cargo, come quello di alcune tribù indigene del sud dell’Oceano Pacifico che osservavano gli aerei durante la Seconda Guerra Mondiale che lanciavano cibo e medicine.

Anche oggi ci sono religioni basate sul pregare quegli aerei, perché non sapevano cosa fossero.

Se è Joseph Smith che incontra un angelo e fonda la religione Mormona, una stella a Betlemme o una luce sopra una mangiatoia, ciò che accade è che le persone vedono queste cose e da esse creano una religione. Volevamo dire: “Beh, ehi, siamo tutte forme di culto del cargo”. La domanda è: perché?

Tom DeLonge crede che la grandezza dell’Universo sia una prova abbastanza evidente dell’esistenza di forme di vita aliene.

Ci sono mille miliardi di galassie. Ci sono mille miliardi di pianeti in ogni galassia e la gente si chiede se siamo soli.

Tom DeLonge crede anche che gli alieni siano già stati sulla Terra.

È già tutto là fuori. È così frustrante quando la gente dice che vuole aspettare che qualche personaggio di rilievo dica qualcosa. Beh, ci sono centinaia di libri, conferenze stampa nazionali a Washington, incontri al Congresso e generali pluristellati.

Tom DeLonge ha confermato di aver incontrati membri del Dipartimento della Difesa, ma non può dire di chi si tratta.

Ho incontrato persone che si occupano di queste cose.

Non posso dire chi ho incontrato o di cosa si è parlato in questi incontri.

Tom DeLonge ha aggiunto che è stato informato di cose che non lo hanno fatto dormire per giorni, ma ha concluso l’intervista con un pensiero più positivo.

Quando andavo a scuola, volevo fare il pompiere. Ho imparato che si deve bagnare la base della fiamma. Si deve spruzzare l’acqua sulla benzina, non sulla fiamma stessa.

Credo che in molte delle guerre che hanno luogo in giro per il mondo, quando lanciamo le bombe, è come bagnare le fiamme. La benzina di tutte queste guerre sono i nostri sistemi di convinzioni. E prima li attacchiamo, visto che siamo stati ingannati sui nostri sistemi di convinzioni, forse inizieremo a capire che siamo molto più connessi.

Aggiornamento: Tom DeLonge ha spiegato che il Washington Post ha sbagliato a scegliere le parole per il titolo dell’articolo. Non si tratta di “studiare gli alieni”, ma avrebbe dovuto scegliere parole come “divulgazione” e “educazione”.

New Washington Post article... the choice of words is wrong: not "study Aliens" but maybe mention other words, like... "disclosure" ... "education" etc. Pay attention to the announcement that is still coming, but sit tight- it will take a few more weeks.

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