Travis Barker: "Spero che il tempo lontano dai blink-182 convinca Tom DeLonge su quanto siano fantastici"

Travis Barker è stato intervistato da FasterLouder per l’uscita di California e ha parlato anche di Tom DeLonge.

Travis Barker ha svelato che, visto che era la prima volta che i blink-182 scrivevano talmente tante canzoni che hanno dovuto scartarne qualcuna, ha lottato per tenere She’s Out Of Her Mind, San Diego e Sober su California, anche se alcune canzoni che gli piacevano sono state scartate.

Travis Barker ha parlato anche del sound di California e del rapporto con i vari progetti paralleli dei blink-182.

Io e Mark volevamo scrivere un album dei Blink-182 come questo da molto tempo. Ci sentivamo come se finalmente avessimo il permesso di realizzare un album come questo. Non abbiamo discusso con qualcuno su come la band avrebbe o non avrebbe dovuto suonare. Non c’era nessuna discussione come quelle che ci sono state per l’ultimo paio di album dei Blink-182. Amo Tom ed è un grande cantautore, ma sapevamo che non volevamo che la band suonasse come gli Angels & Airwaves. Allo stesso modo non ho mai voluto che questa band suonasse come i Transplants o come il mio materiale da solista. Voglio che questa band suoni come i Blink-182. Questo è tutto ciò che voglio.

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Tutto ciò che i Blink hanno fatto da quando abbiamo iniziato ad avere dei progetti paralleli è stato paragonato a loro in un modo o nell’altro. La gente era convinta che “Obvious” fosse una canzone avanzata dei Box Car Racer, anche se non lo era. La gente era convinta che canzoni di Neighborhoods o Dogs Eating Dogs erano canzoni scartate dai +44 o che alcune canzoni suonassero esattamente come i +44. Abbiamo avuto molti paragoni con gli Angels & Airwaves in Neighborhoods, anche se gli Angels & Airwaves non avevano nulla a che fare con quell’album. Voglio dire, dovrebbe suonare in quel cazzo di modo — Tom e Mark cantavano in quelle band e cantavano anche in questa band. Non è una scoperta rivoluzionaria che una band in cui cantava Mark potrebbe suonare come una band in cui canta Mark.

Infine Travis Barker ha parlato di Tom DeLonge dicendo che spera che cambi opinione sui blink-182.

C’erano alcuni problemi abbastanza chiari con il disco Neighborhoods. Jerry Finn, il produttore che ha lavorato con noi per molto tempo, era appena morto. Eravamo tutti disconnessi – Tom aveva il suo studio, noi i nostri. Sono sopravvissuto a un incidente aereo ed ero fuori di testa. Ho visto alcuni dei miei amici più cari perdere le loro vite. Cercavamo solamente di spingerci insieme. Non avevamo nessuno che dicesse “quel ritornello potrebbe essere più grande” o “questa intro non dovrebbe essere così lungo”. Non c’era nessun produttore a farlo, che penso sia determinante. Si ha bisogno di un ulteriore paio di occhi e di orecchie. È come un appaltatore che ispeziona un edificio. Penso che volessimo solo pubblicare qualcosa. Mi piace ancora l’album, ma sono il tipo che cerca il pelo nell’uovo. Semplicemente eravamo noi che cercavamo di incontrarci e scrivere ancora dopo molto tempo.

Lo stesso vale per Dogs Eating Dogs – ci sono dei grandi momenti, ma verso la fine di Tom nella band è diventato come strapparci i denti per noi. Tom voleva che la band fosse differente. Non aveva senso per me. Potevamo fare il tutto esaurito a Reading e Leeds, suonare per 100.000 persone – guardate per cosa vanno pazzi. Sono tutte le canzoni veloci e divertenti per cui la gente conosce questa band. Penso che il tempo di Tom lontano dalla band lo aiuterà a capire che ciò che fanno i blink-182 sia fantastico. Spero che si convincerà. Sono molto orgoglioso di chi siamo e di come suoniamo.

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