John Feldmann ha parlato del nuovo album dei blink-182 e del talento di Travis Barker

John Feldmann è stato intervistato da Fuse per parlare del nuovo album dei blink-182.

Com’è lavorare al nuovo album?
C’era un compito da eseguire. È una nuova versione dei Blink, quindi non può essere come gli Alkaline Trio. Non può essere una cover band dei Blink con Matt [Skiba] che prova a cantare come Tom [DeLonge] e io che provo a ricreare qualcosa. Deve essere qualcosa in una nuova zona, una nuova band, ma mantenendo il loro lascito perché amo i Blink. Voglio quel divertimento. Mia moglie mi ha detto all’inizio: “Quando penso ai Blink, penso a passare dei bei momenti, a fare festa e a un concerto grandioso e divertente”. Mantenere questa essenza che l’ha fatta diventare una fan, volevo avere tutto questo. È stata una grande esperienza, nel complesso, positiva.
Sei un tipo da grandi batterie. Com’è stato lavorare con Travis Barker?
Sono un grandissimo fan dei batteristi. Ho visto Stewart Copeland [dei Police], che è uno dei miei batteristi preferiti, l’anno scorso. È un vecchio gentiluomo. Non penso che gliene importi molto come gli importatava da ragazzo, non avendo mai visto i Police — no, non è vero, avevo visto Synchronicity quando ero alle superiori ed era fottutamente grandioso — ma è semplicemente diverso. Dopo aver lavorato con Travis, penso che possa essere il miglior batterista che abbia mai vissuto. John Bonham [dei Led Zeppelin] era grandioso. Era fantastico. Dave Grohl, anche quando suona con i Queens of the Stone Age, sai che è Dave ma Travis ha questa cosa che ama moltissimo l’hip-hop. Quando dico “Se fossi in una band EDM, cosa suoneresti per far esplodere questo ritornello?” e lui suona la batteria come l’avevo programmata. È molto bizzarro. Il modo con cui può spostarsi stilisticamente da un genere a quello successivo, senza intoppi, per portare una vera canzone punk rock ad avere qualche momento dubstep che nemmeno mai penseresti possa essere dubstep... ma nella mia mente quando lo sento suonare penso “Cosa cazzo è questo?” — nessuno può farlo. Nessuno può fare quello che fa.
È una strada a doppio senso. Ama l’hip-hop e quella comunità lo accolto.
È compare con tutti quei ragazzi: Dre, Eminem, Kendrick Lamar, tutti. È legato con tutti. È pazzesco.
Conosci i Blink da tempo?
I Blink hanno aperto [per i Goldfinger] nel ‘95 al Troubadour [di Los Angeles]. Abbiamo fatto un tour con loro, lo SnoCore, che era una cosa di Kevin Lyman [fondatore del Warped Tour]. Era una specie di inizio del Warped Tour, dovrebbe essere stato nel ‘97. Era un tour di snowboard. Noi eravamo gli headliner, i Reel Big Fish subito prima di noi, poi i Blink. Erano la band d’apertura. Era un tour di tre settimane. Ho sicuramente passato del tempo con loro. È successo prima che Travis [Barker] si unisse alla band. Gli Aquabats hanno aperto per i Goldfinger per un tour di quattro-sei mesi con Save Ferris e Travis viaggiava con noi in pullman. Conoscevo Travis dal Barn di Riverside. Era nel suo costume degli Aquabats, faceva crowdsurfing, distribuiva i volantini degli Aquabats, promoter completo. Allora era un adolescente che usciva con noi. Quando ho iniziato a uscire con mia moglie nel ‘96, ‘97, lei era in tour con noi, quindi ci conosciamo da 20 anni.
Lavorare con loro dovrebbe essere facile. Li conosci molto bene.
Non ho parlato con nessuno di loro per almento 12 o 13 anni. Non ho mai lavorato professionalmente con loro. Facevamo parte delle stesse band pop-punk degli anni ‘90. Ho adorato Jerry Finn, che è stato il loro unico produttore per tutta la carriera. Sono sicuro che parte della ragione sia che sono più un loro pari che qualcuno che potrebbe essere visto come un mentore e un partner. Probabilmente ho quattro o cinque anni in più di questi ragazzi, così è finito per funzionare in modo incredibile.

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