Travis Barker: "Sono ancora amico di Tom DeLonge, ma lui non vuole stare nei blink-182"

Travis Barker è stato intervistato da KROQ per presentare il Musink 2015 e, oltre a ribadire i concetti sulla situazione dei blink-182 espressi nell’intervista su Rolling Stone, ha detto che è ancora amico di Tom DeLonge.

Travis Barker si è fermato a The Kevin & Bean Show per parlare del prossimo Musink Festival, la situazione con Tom DeLonge e il futuro dei Blink-182.

MUSINK

Travis Barker presenta l’8th Annual Musink Festival (i biglietti sono in vendita).

“È la line-up più incredibile che abbiamo mai avuto, siamo super entusiasti. Oltre alla musica abbiamo i migliori tatuatori e c’è una mostra di auto, una dimostrazione di skateboard. È tutto quello che amo mischiato in una cosa sola.”

BLINK-182

“Si tratta di una situazione differente. Abbiamo concordato di fare questo concerto [Musink], lo abbiamo pianificato a novembre o forse anche alla fine di ottobre. Abbiamo concordato tutti di farlo. Era una cosa effettiva, i Blink sarebbero dovuti essere gli headliner della serata di domenica e il giorno prima dell’ultimo dell’anno abbiamo ricevuto un’email che diceva: ‘Tom si sta prendendo a tempo indeterminato un periodo di assenza e non sa per quanto tempo, potrebbe essere per sempre. Più probabilmente è per sempre e non farà qualsiasi cosa relativa ai Blink, per cui concerti e registrazioni’.”

“Questa è esattatamente come è andata 10 anni fa. Nessuna telefonata da Tom, era sempre il suo manager che diceva solamente ‘Non infastidite Tom, Tom è fuori. Lasciatelo da solo’”, ha spiegato Barker. “Si arriva al punto in cui non puoi far fare a qualcuno qualsiasi cosa.”

“Io sono più una persona conflittuale. Preferisco parlare con la fonte e risolvere, capire. Non mi piace giocare a tennis – tu dici questo, io dico quello. È da bambini. Questo è per Housewives of Atlanta [NdT.: si tratta di un reality show della televisione statunitense].”

“Lui [DeLonge] è ancora assolutamente mio amico, solo non vuole suonare in una band. È come una ragazza. Non costringeresti una ragazza che dice: ‘Ehi, non voglio vederti a tempo indeterminato e non so per quanto tempo, potrei non volerti più vedere per sempre’. Non diresti: ‘Vieni qui. Suoni con me adesso’. Devi lasciarle il suo spazio, devi lasciarla vivere... ed è la stessa cosa.”

“Mi destreggio tra molte cose al di fuori dei Blink. Registro con un mucchio di artisti diversi e mi sembra di aver sempre continuato a sapere come dare la priorità ai Blink. Continuo ad avere i Blink ed è la mia priorità numero 1 sopra qualsiasi cosa che faccio. Ma è come se non si avesse la stessa passione per renderla la priorità, rende difficile stare assieme come 3 persone quando a una persona non interessa.”

Barker ha spiegato che l’ultima riunione della band, che è avvenuta nel 2009, potrebbe essere successa per le ragioni sbagliate.

“Dal momento che è successo il mio incidente aereo e sono sopravvissuto, diceva: ‘Amico, sei quasi morto. Devo suonare ancora con te’”, ha detto. “Poi si è trasformato in interviste dove diceva: ‘Ero su un aereo quando Travis ha avuto l’incidente aereo e tutti stavano parlando con me e mi faceva sentire strano e povero’. Lo ha portato in un posto strano.”

Ma nessuna preoccupazione, sono ancora amici o almeno Barker li considera così.

“Non odio nessuno”, ha spiegato Barker. “Non ho un problema con nessuno. È ancora assolutamente mio amico. Solo non vuole suonare nella band.”

Dovendo spiegare ai fan e ai media i costanti rinvii delle registrazioni per quasi un decennio, Barker ha confessato che è stato un peso gigante tolto dal suo petto far sapere al pubblico lo stato corrente della band.

“Ho sempre dovuto coprirlo”, ha detto. “Finalmente è di pubblico dominio. Non vuole registrare. Non ha voluto registrare. Abbiamo provato a registrare quattro o cinque volte. Abbiamo soddisfatto i suoi bisogni. Abbiamo avuto l’interesse di una casa discografica. Abbiamo fatto tutto ciò che voleva fare e poi il suo manager ci ha comunque mandato un’email che dice che Tom è fuori.”

Barker ha affrontato anche il tweet di DeLonge (poi cancellato) che diceva: “Un anno fa io e Mark abbiamo passato una settimana al telefono con i manager a discutere della separazione da Travis. Non fate finta che non ci sia altro di questa storia.”

“Questo è stato quando hanno pianificato un tour australiano”, ha detto Barker. “Ho detto a tutti che avrei fatto del mio meglio, ma alla fine avevo fatto un incidente aereo. Non so se tornerò mai a volare. Ma se dovessi volare di nuovo, sarebbe per l’Australia con tutti voi perché voglio fare questo grande Soundwave... suonare con i Metallica. Non c’era nessuna ragione per cui non sarei voluto andare. E ci ho lavorato. Ho lavorato con dei terapisti, ho fatto tutto. E non riuscivo a immaginare il pensiero di farlo.”

È stato quando il promoter del tour australiano ha iniziato a “fare commenti” sul web che Barker si aspettava che DeLonge rispondesse. Purtroppo Barker ha detto di non aver ricevuto il supporto che si aspettava dal suo compagno di band.

“A Tom non piaceva il modo con cui parlavo al promoter”, ha detto Barker. “A quel punto ero già a casa depresso e deluso di me stesso perché non ero riuscito a prendere un aeroplano. Poi questo tizio è arrivato a me in modo strano e Tom non mi ha sostenuto... Capisci, dovresti avere un po’ di rispetto e un po’ di compassione.”

“Capisci, veramente non ne sapevo molto [del tweet di Tom], Mark me lo ha dovuto spiegare ed è stata una cosa tranquilla. Se quella era la sua decisione, sicuramente non avrei alzato il polverone che sta facendo lui ora. Mi sarei tirato indietro e avrei detto: ‘Tanto amore per voi, vi auguro solo il meglio’. Non avrei fatto tutto questo botta e risposta e soprattutto avrei parlato per me stesso”, ha detto. “Penso che sia discutibile che tu non abbia nemmeno il rispetto di farti sentire dai tuoi compagni di band, anche via email o al telefono. Avere il manager che lo fa, non posso proprio dire qualcosa di positivo su questo. Proprio lì c’è una bandiera rossa.”

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