Tom DeLonge parla di alieni, infinito e dell'odissea degli Angels And Airwaves per "The Dream Walker"

Tom DeLonge è stato intervistato da MTV e ha parlato di UFO e segreti governativi, del nuovo album degli Angels And Airwaves The Dream Walker e delle due canzoni Paralyzed e The Wolfpack, del progetto Poet Anderson: The Dream Walker, del suo rapporto con Ilan Rubin e dell’inizio delle registrazioni del nuovo album dei blink-182.

“La gente mi chiede perché sono così addentro agli UFO, perché li studio. È innegabile che ci sia della vita là fuori.”

Tom DeLonge mi ha detto che gli Angels & Airwaves non dovevano essere solamente un’altra band. Il musicista, inoltre, naturalmente dell’influente band punk Blink-182, ha visto le sue ambizioni per gli Angels & Airwaves, il suo gruppo con Ilan Rubin, espandersi negli ultimi anni in un progetto multi-disciplinare che comprende un impressionante numero di piattaforme artistiche.

Come con i due dischi precedenti della band, Love (2010) e Love: Part Two (2011), il loro prossimo album, The Dream Walker — che uscirà il 9 dicembre e include il nuovissimo singolo “The Wolfpack” — sarà accompagnato da un elemento cinematografico, il cortometraggio animato Poet Anderson: The Dream Walker, che debutterà al Toronto International Short Film Festival alla fine di questo mese.

Oltre a questo, il progetto The Dream Walker si espanderà anche in una serie di fumetti, un romanzo e oggetti da collezione.

Può sembrare che siano tantissime cose, ma, come ha spiegato DeLonge dalla sua casa in California, ha sempre sognato in grande.

Cosa hai in mente oggi?
Sto cercando di capire alcuni gadget cool che fanno la scansione delle frequenze militari. Questo è uno sport da hobbista. Ho tutti questi strumenti di fronte a me e non ho idea di come funzionino. Andrò all’Area 51 questo fine settimana. Andremo e daremo un’occhiata alla base più segreta al mondo. Devo prendere uno scanner per ascoltare cosa stanno facendo. Sono dei dispositivi complicati, quindi sto cercando di capire così quando saremo là potremo essere al corrente di ciò che stanno dicendo.
Credi in tutte queste cose? Alieni e segreti governativi?
Sai cos’è divertente? C’è uno scienziato che ha lavorato per la Lockheed Martin Skunk Works, l’elite degli ingegneri del Dipartimento della Difesa che ha costruito l’Area 51. Questo scienziato di alto livello un paio di mesi fa in punto di morte ha mostrato tutte queste foto di alieni e UFO. Lui è come il vero affare. Ho pubblicato su Instagram questo video che ha ricevuto 1,7 milioni di visite in 24 ore. Probabilmente in questo momento il governo mi ha segnalato per essere ucciso! È un video affascinante. Non importa se ci credo o meno. Ci sono dei tizi che hanno lavorato sotto Edward Teller e Oppenheimer che ne stanno parlando.
Parlami di “Poet Anderson: The Dream Walker”. Che storia c’è dietro?
Beh, anni fa quando abbiamo iniziato, gli Angels & Airwaves sono sempre stati pensati come un progetto artistico che rappresentasse un insieme di artisti, non solo una band. Un progetto multimediale con cui avremmo trasmesso scene del comportamento umano attraverso diversi media. Ci abbiamo messo un po’ per farlo andare, per far funzionare la società, per capire come monetizzarla e farla funzionare. Abbiamo pubblicato il nostro primo film con il nostro ultimo album e ha avuto abbastanza successo di critica. Lo abbiamo proiettato in circa 20 festival cinematografici e abbiamo dimostrato all’industria cinematografica che prendiamo seriamente il cinema.

Questo è il nostro primo tentativo mainstream. “Love” era un progetto artistico fatto in casa. “Poet Anderson” avrà un romanzo di Suzanne Young — una scrittrice di best seller che lavora al New York Times — un film, fumetti e una graphic novel. “Poet Anderson” continuerà ad andare avanti per sempre. Lo lanceremo con il cortometraggio animato e abbiamo lavorato all’album per due anni. Abbiamo i concept artist di “Star Wars”, artisti di fama e scrittori di tutto il mondo da diversi stati e nazioni, tutti che lavorano allo stesso progetto. Questa è la cosa di cui sono più orgoglioso, essere in grado di gestire tutto questo talento incredibile.
C’è stata una curva d’apprendimento per capire come fare tutte queste cose?
Oh sì, gigantesca. Specialmente quando abbiamo fatto il film di “Love”. È stato ambizioso per noi provare a creare un accompagnamento visuale all’album, che non fossero solo dei video. In principio non doveva essere un pezzo d’arte cerebrale, ma continuava a crescere. Abbiamo imparato moltissimo facendolo da noi... È stato pazzesco. Ci sono voluti cinque anni per fare tutto quello. Abbiamo imparato molto.

Abbiamo attaccato “Poet Anderson” con abbastanza vigore questa volta. L’abbiamo presa larga per essere in grado di cambiare ed evolvere. Il cartone animato è un progetto molto più grande di quanto originariamente previsto, ma l’abbiamo affrontato sapendo come fare queste cose e come iniziare in anticipo lasciando spazio per l’evoluzione del progetto.
La storia parla di un ragazzo che riesce a controllare i suoi sogni?
È iniziata da due diverse idee. Molti fisici teorici stanno cercando di identificare cosa stia accadendo nello spazio. Se l’universo è veramente infinito, significa che ci sono infinite possibilità. Non c’è nessuna fine a quello che sta accadendo. Pensavo che se metà della propria vita è passata a sognare, l’unica cosa che può attraversare questa distanza è la coscienza. Forse quando si sogna si salta in diversi punti dello spazio tempo? Poi c’è stato uno studio di Stanford che dice che gli incubi ci preparano agli eventi del mondo reale. Ho messo queste cose insieme in due fratelli orfani. Uno è in coma, l’altro cerca di contattare suo fratello attraverso i sogni coscienti. Il mondo dei sogni sembra un po’ quello di Blade Runner e ha un reame di buoni contro i cattivi simile a quello di “Star Wars”. Ci sono degli effetti speciali incredibili e del concept design di alto livello. Ma la storia in sé è un racconto oscuro di incubi e di perdere un po’ la ragione, iniziando a sfumare i confini tra sogno e veglia.
Ricordi i tuoi sogni?
Raramente. Ho fatto qualche sogno cosciente e ho delle immagini e dei paesaggi molto precisi in testa. Mi sono sempre chiesto il loro motivo. Mi perseguitano in uno strano modo — non capisco perché sono stati nella mia testa per così tanto tempo... Sono affascinato da molte cose, come il motivo per cui un minuscolo atomo sia formato da alcuni elettroni che girano intorno a un nucleo, poi guardi il sistema solare ed è la stessa cosa. Viene da chiedersi se andrà avanti per sempre. Gli antichi dicevano: “Come sopra, così sotto”. È interessante che si guardano le stelle e si vedono le cose in grande scala che funzionano anche nelle parti più piccole della vita. La gente mi chiede perché sono così addentro agli UFO, perché li studio. È innegabile che ci sia della vita là fuori. Lo scorso mese la NASA ha tenuto una conferenza sull’inevitabilità della vita nell’universo... Dovremo capire come ci riguarderà. Per me è affascinante... Mi piacerebbe sapere cosa diavolo ci sia là fuori, soprattutto dal momento che qui ci stiamo uccidento ogni giorno e dobbiamo andarne oltre.
Ho letto che ti sei riferito a una canzone dell’album, “Paralyzed”, come a qualcosa per i fan del punk rock, i fan dei primi Blink. Pensi che ci siano molti fan in comune?
Certamente c’è qualche fan in comune, ma sono due tipi di pubblico abbastanza diversi. Penso che il 20 per cento del pubblico sia lo stesso, il resto è quasi radicalmente diverso. Solo perché gli Angels hanno passato moltissimo tempo cercando di essere, scusate il gioco di parole, un po’ più sognatori. Cercando di fare le cose in modo più artistico, un po’ più esoterico e dando la possibilità alla gente di gettarsi e capire contro l’immediatezza dei Blink. I Blink hanno sempre detto: “Accendilo. Aumenta il volume. Ricordi quando eri un ragazzino e volevi rompere qualcosa”. Sono entrambe due parti molto forti di me. Una mi rappresenta come un giovane pieno di angoscia, l’altra è una missione per capire cosa significa tutto questo. Il pubblico tende a dividersi come il Nilo.
“The Wolfpack” ha molta più elettronica dark. Sono due canzoni rappresentative dell’album?
Sì e no. Sì nel senso che si può sentire come sono diverse. No perché il disco è enormemente diverso. Semplicemente diverso come queste due canzoni. Non c’è niente nel disco che assomigli a queste, ma tutte le canzoni non si assomigliano tra di loro. È stato un nostro tentativo molto coraggioso di cambiare a 360° e penso che la gente lo sentirà. Naturalmente la ciliegina sulla torta è sempre una melodia molto semplice della voce. Non cambierò questa mia cosa. Ma la musica in sè è molto più evoluta e adulta, se è la parola giusta da usare. Il mio compagno, Ilan, è il musicista più significativo che ho mai incontrato in vita mia. Suona la batteria con i Nine Inch Nails, ma è molto meglio di me alla chitarra. Infinitamente meglio. E il miglior pianista che abbia mai visto in vita mia. Quando metti tutto assieme, fa schifo perché non posso competere! Ma è stato fantastico ed è più giovane di me, ma è cresciuto studiando Beatles, Led Zeppelin, Queen, The Police. Io sono cresciuto col punk rock ed eravamo diffidenti delle persone che sapevano suonare bene i loro strumenti. Nei Blink arrivavamo tutti da famiglie distrutte, anche duramente, e volevamo fare musica che fosse divertente e angosciosa e parlasse ai sobborghi, dove tutte le case sono belle ma le famiglie all’interno fanno schifo. Usavamo la musica per una ragione diversa. Non cercavamo di essere bravi. Accoppiare me con Ilan è come farlo con l’olio e l’acqua.
Tu e Ilan siete d’accordo su tutto?
No, per nulla. Non siamo d’accordo su un cazzo, veramente. È stata una lotta. Solo perché non mi dispiacciono i power chord. Mi piacciono le cose che rappresentano la scena perché identificano che arrivi da qualche parte, che parli per qualche ragione e hai qualcosa da dire. Arrivo dalla tribù punk, credo in certe cose, esco con un certo tipo di persone... Mi piace. Non mi piacciono gli artisti ambigui che possono suonare in qualsiasi band, ma ad ogni modo non è come Ilan è. Ma la differenza è quando vorrei fare qualcosa che rappresenti la scena che non si identifica con lui. È un musicista tra i musicisti, ma ha una punta di hardcore in lui. È molto, molto intelligente. Il modo con cui combattiamo tra di noi mi modella in un modo molto specifico. Una volta che capiamo che piace alle orecchie di entrambi, diventa fantastico. Suo fratello è il nostro produttore, Aaron, e dice che è come essere in studio con qualcuno che legge ogni manuale e dipinge meticolosamente un quadro dove tutto è molto ricercato e intricato e con un altro pittore che spruzza la vernice sulla tela e dice che sia fottutamente figo. E questo è quello che siamo noi.
Cosa sta succedendo con i Blink in questi giorni? C’è in programma della nuova musica?
Ci stiamo preparando per iniziare questo viaggio. Sono stato molto al telefono ieri per parlare di tutta la logistica, come pubblicare il disco, con chi lavorare. Sta succedendo. L’ho detto ai fan un po’ di tempo fa e sanno che sta arrivando.
Avete suonato in alcuni festival giganteschi questa estate. Ora lo date per scontato o ogni tanto pensate di essere in un sogno?
Entrambe le cose. Quando non sono lì lo dò per scontato. Quando sono a casa con i miei amici, sono tutti ragazzi semplici, che vanno in skate e in surf e che fanno lavori normali. Usciamo assieme e mi piace molto questo lato della mia vita. Non voglio andare in tour. Ma quando sono là fuori di fronte a 100.000 persone, penso “Oh wow, questo è molto figo!” Abbiamo appena suonato ai festival rock più grandi al mondo — Reading e Leeds — e abbiamo distrutto tutti i record di vendita di merchandising di cinque anni fa. Penso che i Blink funzionino con un paio di diverse generazioni. Ragazzi che sono cresciuti con noi, poi i nuovi ragazzi che ci hanno sentiti dai loro fratelli più grandi o qualcosa del genere, questa è una band che ha raggiunto la maggiore età. Amo farne parte. Certamente, i Clash rappresentavano delle cose serie, ma penso che anche ciò che rappresentano i Blink sia piuttosto figo.

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