Intervista di Esquire a Mark Hoppus su come sua mamma ha salvato i blink-182, sul tour europeo e sul nuovo album

Mark Hoppus è stato intervistato dalla versione inglese di Esquire prima del concerto dei blink-182 alla O2 Academy Brixton di Londra.

Mark ha parlato del tour europeo dei blink-182, di come sua mamma gli abbia dato il miglior consiglio, dei Nothing And Nobody, del nuovo album dei blink-182, del miglior cibo messicano e di molto altro.

La Brixton Academy sta diventando un posto di ritrovo regolare per i Blink quando venite nel Regno Unito. Cosa ti piace così tanto di questo luogo?
Semplicemente amo l’atmosfera che c’è qui; è come una scatola sporca, sudata e macchiata di birra. C’è così tanta storia qui ed è un buon luogo per questi concerti che sono solo l’immediatezza di suonare di fronte a delle persone prima di suonare a Reading e Leeds.
L’ultima volta che i Blink hanno suonato a Brixton avete tirato fuori le chitarre acustiche per alcune canzoni meno famose. C’è qualche vecchia canzone che vorresti suonare più spesso?
Vorrei suonare di più “Apple Shampoo”, ma quella canzone è molto difficile da cantare ed è una di quelle lunghe. Per una canzone veloce, quella canzone è lunga. Contiene tipo cinque diverse sezioni.
Il “FUCK” infiammato è tornato. Quali sono le ragioni che ci sono dietro?
È come un “throwback Thursday” sul palco. È stato il pezzo forte di tutto il nostro tour mondiale del 2002. Mi ricordo che stavo guidando verso casa dopo le registrazioni di Take Off Your Pants And Jacket e ho avuto l’idea di iniziare un concerto con quell’insegna. Era così assurdo e una cosa illogica iniziare con un’insegna infiammata gigante che dice solamente “Fuck” che ho pensato che fosse molto divertente. Tom e Travis pensavano che fosse cool e quindi lo abbiamo fatto accadere.
I Festival di Reading e Leeds di quest’anno saranno la vostra seconda volta come headliner. Come fate a farlo più grande e migliore ogni volta?
È la quarta volta che suoniamo e la seconda volta come headliner, sì. Questa volta abbiamo il Fuck infiammato, abbiamo i giochi pirotecnici, abbiamo un po’ di cose. Penso che abbiamo messo assieme una scaletta molto buona. Penso che la scaletta comprenda tutto da Neighborhoods tornando indietro a Chesire Cat. Penso che sia una scaletta forte e penso che sia ciò che piace alla gente.
Qual è il miglior consiglio che ti abbiano mai dato?
Andavo al college e i Blink stavano appena iniziando ad andare abbastanza bene. Abbiamo suonato a San Diego un venerdì sera, poi a San Diego e Los Angeles nel fine settimana successivo e queste piccole serie iniziavano a essere sempre più lunghe ed era difficile per me sostenere l’andare al college e anche andare in tour quanto avevano bisogno i Blink. Non facevamo soldi – tipo $50 a sera – quindi non riuscivo a mantenermi e vivevo da mia mamma. Un giorno le ho detto: “Questa cosa della band sta iniziando a funzionare, ma non so cosa fare con la scuola”, e lei mi disse: “Hai tutto il resto della tua vita per tornare al college, questa è la tua unica possibilità di stare in una band”, quindi lei è la ragione per cui faccio quello che sto facendo ora.
Parlaci del tuo progetto da solista Nothing And Nobody.
Sto lavorando con [l’ingegnere di Blink e Nine Inch Nails] Chris Holmes e forse con un’altra o altre due persone. Non posso darti nessun indizio. Finché non sarà confermato non voglio dire nulla. È sempre strano quando dici “Oh sì, Eddie Vedder farà parte di questo” e poi quando esce lui non ne fa parte e tutti si chiedono “cos’è successo a Eddie Vedder?” Sarà elettronica mischiata con le chitarre. Sarà pop, dark e strano.
Quando stai scrivendo una canzone come fai a decidere se è per i Blink o per qualcos’altro?
Finora non ho mai dovuto affrontare questo problema. Le cose che scrivo per i Blink le scrivo per i Blink e le cose che ho scritto per qualcos’altro le ho scritte specificamente. Non scrivo una canzone e poi penso “Oh questa andrà qui e questa andrà qui”. Praticamente scrivo per ogni progetto.
Per l’album Untitled dei Blink vi siete rintanati insieme in una casa in California per otto mesi. Vi rivedete a fare la stessa cosa per il prossimo album?
Non so come lo faremo. Penso che potremmo farlo per una settimana alla volta. Ne stiamo ancora parlando. Io e Tom ne stavamo parlando ancora questa sera, come faremo a farlo funzionare, ma penso che il miglior lavoro arriva quando i Blink sono nella stessa stanza nello stesso momento.
Come scrivete assieme come band?
La cosa con i Blink è che io prendo una direzione, Tom prende una direzione completamente diversa e Travis è come l’X factor – non sai mai con cosa ne uscirà fuori. Così Tom tende a scrivere queste canzoni come inni, teatrali e in uno stile stadium e dice letteralmente: “immagina uscire al festival di Reading con questo ritmo e le luci che lampeggiano...” Quindi questo è quello che Tom pensa quando scrive le canzoni – in base a come apparirà dal vivo. Io voglio solo scrive una canzone punk rock concisa, veloce e arrabbiata. Travis ha l’hip-hop, il rock e il classic rock. Ultimamente è addentro all’aggressive rock come The Misfits e simili. Non so come sarà il nuovo disco, ma spero che sarà tagliente e cool.
Avete un arco temporale per il prossimo album?
Idealmente ci piacerebbe farlo uscire per la prossima estate in modo da poter andare in tour la prossima estate. Non sappiamo a questo punto dove andremo in tour. Spero ovunque.
Dopo 22 anni in una band, quanto è cambiato il tuo approccio alla musica e alla scrittura?
Non molto. Voglio dire che il mio approccio alla musica è ancora di iniziare una canzone sulla chitarra acustica, come ho sempre fatto. Ma penso di avere una mentalità più aperta ora sulle influenze, i suoni e cose come queste. Quando abbiamo iniziato tutto quello che volevamo fare era suonare più velocemente e più a lungo possibile. Era divertente e grandioso. Adesso vogliamo suonare veloci qualche volta, suonare calmi qualche volta e suonare, non so, con abilità qualche volta. Ma continuo a pensare che il nucleo sia lì, c’è questa benzina adolescente di angoscia e strana, questo elemento irriverente, spocchioso e punk rock.
Qual è la parte peggiore nell’essere in una band?
Non ci sono parti peggiori. Dovrei pensare a cose di cui lamentarmi e sembrerei stupido perché sarebbe stupido. Essere in una band è la miglior cosa al mondo. Non riuscirei a immaginarmi più felice con qualcos’altro rispetto a quello che faccio.
Per concludere, quando è stata l’ultima volta che hai mangiato del cibo messicano da Sombreros?
Sombrero? Non molto tempo fa. Probabilmente un anno fa quando ero a San Diego, ma ho mangiato dell’ottimo cibo messicano a Los Angeles solo un paio di settimane fa. Tutti dicono di aver trovato il miglior posto a Londra, ma non è mai lo stesso di qualunque posto nel sud della California.

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