Mark Hoppus al Midem 2013

AGGIORNAMENTO: Billboard.com ha pubblicato un articolo sull’intervento di Mark Hoppus al Midem 2013. Leggi qui sotto la traduzione dell’articolo.

Suona sempre i tuoi successi nei concerti. Crea la musica che ami. L’energia batte il talento. Va bene guadagnare dei soldi, se significa non compromettere la propria arte. Queste sono solo alcune delle lezioni di vita insegnate e condivise del bassista dei Blink-182 Mark Hoppus durante l’intervista coinvolgente di lunedì sul palco del MIDEM.

Hoppus ha discusso del viaggio che ha visto la band navigare per due decenni lavorando all’interno della macchina delle case discografiche fino a prendere pieno controllo della loro carriera e diventare una band rock fai-da-te.

Il bassista e produttore si è presentato come un musicista moderno che pensa anche al settore in cui lavora e a tutti i suoi problemi complessi. “È un momento molto entusiasmante per essere in una band e allo stesso tempo è anche spaventoso a causa dei download e dei problemi del copyright. È un percorso difficile da affrontare per le band e le compagnie, ma per me ci sono infinite possibilità.”

La pirateria, ha spiegato, è “l’aspetto più difficile del nostro lavoro. Passati dieci anni non c’è una risposta chiara. Sono fermamente convinto che gli artisti debbano essere pagati per quello che creano. La band che stanno arrivando adesso stanno passando un momento difficile. Per le band non ci sono più i guadagni delle vendite dei dischi. La musica è diventata un articolo civetta per il merchandise e i biglietti. È difficile per loro”.

Ha ricordato i fan che lo avvicinavano dopo i concerti per chiedergli di autografare un CD masterizzato dei Blink-182. “È un equilibrio difficile; si vuole che la gente ascolti un artista e che l’artista venga pagato. Non riesco a venire a capo di tutto ciò. Ci sono grandi artisti che non riescono a mantenersi ed è una tragedia”.

Dopo una separazione di cinque anni, il trio ha pubblicato un album nel 2011 e l’anno scorso si è auto-finanziato l’EP Dogs Eating Dogs, uscito lo scorso dicembre nella sola versione digitale. La decisione di pubblicare online non è stato tanto un nuovo piano, ma piuttosto dovuto alla “pigrizia”, ha detto scherzando. “Abbiamo lavorato di corsa per avere l’EP registrato e mixato in tempo per la sua pubblicazione. Poi ci siamo presi una vacanza e ci siamo dimenticati del prodotto fisico. Non siamo dei grandi uomini d’affari”, ha ammesso. “Non la pensiamo così. Non abbiamo fatto uscire un prodotto fisico perché eravamo troppo pigri per stamparlo”.

Hoppus, che adesso vive a Londra ed è co-proprietario di uno studio a Los Angeles, ha anche confessato di essere affascinato personalmente per tutte le cose nuove e digitali.

“Non ascolto in streaming o compro i CD... quasi tutto quello che compro lo prendo su iTunes. Mi manca l’esperienza di entrare in un negozio di dischi e trovare delle vecchie cose senza aspettarselo. Non c’è più questo tipo di esperienza, come parlare con la gente nei negozi. Ma adesso, almeno, posso comprare musica alle due di notte in mutande. Mi piace questo. Mi piace la comodità di comprare musica in mutante”.

Il gruppo inizierà presto le prove per il loro prossimo tour in Australia. “Non abbiamo mai fatto affidamento sulla nostra casa discografica per il supporto al tour. Non volevamo andare in debito per fare tour, lo abbiamo sempre fatto con i nostri mezzi. Abbiamo sempre fatto tour per conto nostro, non abbiamo mai avuto bisogno di una casa discografica che ci desse i soldi per fare un tour”.

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