I blink-182 discutono su come superare anni di acredine

'La tensione era così densa intorno a noi a quei tempi che si poteva tagliare con un coltello', ha detto Travis Barker

Abbiamo recentemente pubblicato una lunga serie di interviste ai membri dei Blink-182 – ma quello era solo l'inizio. Ecco qui la seconda parte della serie di domande a Mark Hoppus, Tom Delonge e Travis Barker, fatte nel backstage del Saratoga Performing Arts Center a nord di New York. Abbiamo parlato della difficile nascita del loro nuovo album Neighborhoods, come hanno imparato a comunicare e a fare compromessi dopo anni di litigi e dell'opinione di Delonge sul fatto che la band abbia adottato una "forma molto più moderna e importante di rock & roll".
Mark Hoppus
Tutti nel gruppo hanno passato gli ultimi anni a lavorare a diversi progetti. Pensi che questo abbia aiutato il processo creativo dopo che vi siete riuniti per finire il nuovo album?
Assolutamente sì. Penso che fare delle cose al di fuori dei Blink ci permetta di capire quali siano le nostra abilità, dove siamo bravi, dove siamo meno bravi, quello che ogni persona mette sul tavolo. Penso che probabilmente la lezione più importante che abbiamo imparato dal prenderci una pausa di cinque anni con i Blink sia che ognuno di noi è molto diverso dall'altro e non saremo mai in sintonia su alcune cose e sono queste differenze che fanno di noi i Blink.
Speso la cosa che divide una band è quella forza che la rende così grande. Alcune band non riescono a fare compromessi e semplicemente smettono di funzionare. Voi avete chiaramente capito come fare compromessi.
Beh, stiamo ancora imparando. C'è qualcosa nella battaglia tra le nostre idee da cui vengono fuori le cose buone. Questa è probabilmente la più grande lezione che abbiamo imparato assentandoci l'uno con l'altro per così tanto tempo.
Come decidete che direzione dovrebbe prendere una canzone visto che avete dei gusti musicali così diversi?
Sicuramente in questo disco c'erano molti tira e molla da dove è iniziato fino a dove è finito. Prendi una canzone come "Love Is Dangerous". Inizialmente l'idea di Tom era una canzone più tranquilla ed elettronica. Penso che io e Travis ci abbiamo messo dentro il rock. In generale Tom ha delle idee per le cose. Io non ho proprio idee per le canzoni. Comincio con qualcosa tipo un riff di chitarra e ci costruiscono intorno una canzone abbastanza semplice. Travis expande quella idea in qualcosa di diverso e più grande e Tom arriva con le idee per concluderla. Di solito provo a riportarla a un arrangiamento più rock e conciso.
Descrivimi un giorno normale del tour.
È molto monotono. Ogni giorno è molto simile, ma in un posto diverso. Ti svegli sul pullman. Sei un parcheggio in un posto al di là del palco. Fortunatamente adesso siamo passati in questi edifici così tante volte che hai una specie di punto di riferimento per capire dove sono le cose. Ma l'altro giorno abbiamo suonato in questa arena a Des Moines. Mi sono svegliato e c'erano queste file di pullman fermi e i generatori accesi. Cerchi una porta, una porta qualsiasi in cui si possa entrare. Non avevo idea di dove fossero le cose. Normalmente c'è un cartello che spiega dove andare. Lo segui, fai colazione, controlli l'e-mail, ti fai un giro e parli tutto il giorno con la gente. Vado nel mio camerino per un po', vedo un po' di gente, poi vado nel pulma, mi annoio, faccio un giro, parlo con le altre band e poi ci prepariamo per suonare il concerto. I concerti sono la parte migliore dei tour. Dopo il concerto si torna nei pullman, si guardano film e la TV, si usa il computer fino alle quattro di mattina, finchè non rifai tutto di nuovo.
La gente pensa che il backstage sia un posto fantastico da visitare, ma di solito ci sono solo persone sedute in giro annoiate.
È molto interessante quando i miei amici vengono nel backstage per la prima volta e si aspettano delle feste gigantesche mentre trovano solo gente che fa il proprio lavoro o si prepara. È come quando la gente viene in studio mentre si sta registrando. Dicono: "Oh, voglio venire a vedervi registrare!" Pensano che si suoni in una jam session di 10 ore. Arrivano e la gente prepara gli strumenti, impostano i microfoni, registriamo una parte, "Com'era questa? Ti piace quel suono?" Lavori circa mezz'ora per avere un suono del basso. Poi pensano che sia noioso e se ne vanno.
Prima del tour del 2009 ti sei preoccupato del fatto che fosse passato così tanto tempo e che non importasse più a nessuno dei Blink-182?
Certamente. Non avevamo idea di cosa aspettarci. Abbiamo avuto dei successi minori con i nostri side project, nulla a che fare con il livello dei Blink. Siamo tornati dopo lo hiatus di cinque anni. Siamo tornati con quel tour ed è stato il più grande tour che abbiamo mai fatto e la reazione è stata molto positiva, è stato sorprendente. Veramente non sapevo cosa sarebbe successo. Non sapevo quanto fossimo fortunati ad avere delle persone a cui piace tanto la nostra band da venire ai nostri concerti dopo che eravamo stati via per cinque anni. È molto cool.
Sarebbe stata una disdetta se i Blink-182 non fossero mai tornati. Questo succede con alcune band.
Anch'io ero preoccupato. I Blink hanno avuto molto successo e ci siamo fermati nel punto più in alto nel 2005. Tornando, non volevo fare schifo. Volevo tornare e fare qualcosa di cool. Non volevo tornare e fare un album merdoso. Sono orgoglioso di questo disco. Non penso che sia merdoso.
Sicuramente non è merdoso, ma la nascita è sembrata più difficoltosa dei dischi precedenti.
Sì, sicuramente. È stato un processo completamente diverso che non avevamo mai utilizzato. E poi non avevamo Jerry [Finn] al timone. Tutto era diverso. Abbiamo iniziato ad avere dei figli nel 2003. Adesso i nostri figli vanno a scuola e sono successe molte cose negli ultimi cinque anni. La cosa pazzesca è che tutto è pazzesco in questo momento nelle nostre carriere. Ognuno di noi ha un manager diverso. Abbiamo procuratori diversi. Abbiamo manager commerciali diverso. È come se tutto ciò che è al di fuori di noi tre è completamente diverso, strano e burocratico. Voglio dire che ci sono delle buone persone coinvolte, ma c'è così tanto al di fuori di noi. Ma quando noi tre siamo nello stesso posto va tutto bene. Quando siamo noi tre sul palco va tutto bene. La registrazione è stata completamente diversa, ma quando noi tre siamo nella stessa stanza e Tom prende la chitarra, io prendo il basso e Travis si mette dietro la batteria, succede qualcosa. Funziona. Ho smesso di cercare di capire perché è così e ho accettato il fatto che Tom è quello che è. Travis è quello che è. È fantastico. Metto qualcosa sul tavolo e lascio che succeda.
Parlami di Jerry Finn.
Una delle persone più intelligenti, divertenti e generose che abbia mai incontrato nella mia vita. Era semplicemente l'amico ideale. La sua scomparsa è straziante.
È morto più o meno nello stesso periodo dell'incidente aereo. Improvvisamente siete stati colpiti da due eventi indicibilmente orribili.
C'è stato un momento in cui tutto era molto triste. Era una tragedia. Era tutto una merda terribile.
Questo potrebbe dividere le persone o spingerle a tornare insieme.
Sì, alla fine, ovviamente, ci ha riuniti. Ma c'è stato un pessimo periodo di tempo che penso che stiamo ancora vivendo in molti modi.
Penso che la maggior parte della gente se avesse passato quello che ha passato Travis, non sarebbe affatto attivo come lo è lui in questo momento. Pochissime cose sono più traumatiche del suo incidente.
Nessuno dovrebbe mai passare cose del genere. Penso che Travis l'abbia vista molto bene. È pazzesco.
In un certo senso Neighborhoods è un album con un suono maturo per voi.
Lo vorrei dire anch'io. Stavo cercando di evitare di dire che i Blink-182 hanno fatto un album maturo, ma ascoltandolo la penso anch'io così.
Nelle testa di molte persone voi siete solo gli eterni scemi.
Questo è il fatto. Abbiamo scritto questo disco dark, suggestivo, potente e strano, ma poi andiamo sul palco, diciamo molte battute sconce e ci prendiamo in giro. Ma questo è il modo in cui è sempre stato. Suoneremo una canzone come "Stay Together for the Kids", ma ci getteremo anche merda a vicenda.
Tom DeLonge
Come sta andando il tour?
Beh, mi sono appena ammalato, quindi parlo con la voce un po' nasale in questo momento. Questo è stato il motivo principale per cui è stato un po' difficile. Perdere completamente la voce e fare un concerto sold-out davanti 17.000 fan a Detroit, fa schifo. Ma, oltre a questo, il tour è grandioso. Da mio punto di vista, questo è un buon momento per noi. Sono in grado di presentare la band nel modo in cui speravo. Ho sempre voluto che questa band facesse dei passi avanti . . . sono molto orgoglioso del modo in cui la band si sta presentando nei concerti. Penso che sia una forma molto più moderna e importante di rock & roll, rispetto alla piccola scena punk in cui siamo cresciuti. Così questo è molto entusiasmante per me.
Molte band si affermano con un sound e poi continuano a fare lo stesso disco in continuazione.
Beh, penso che la gente abbia visto molto più potenziale nei Blink-182 rispetto a quello che abbiamo visto noi fino all'ultimo disco. Penso che con questo disco abbiamo dimostrato a noi stessi: "Wow, possiamo essere come una vera band rock invece che come il vicino della porta accanto che è diventato famoso". Ho sempre pensato che la band potesse essere gigantesca solo per la sua accessibilità, la sua umiltà e il suo divertimento. Le canzoni erano buone e orecchiabili, ma non ho mai pensato che saremmo rimasti grandi perché eravamo rivoluzionari o perché le nostre idee o la nostra arte fossero così onnicomprensive. Ma penso che nell'ultimo disco abbiamo cominciato ad avvicinarci.
Ho parlato con Mark e mi ha detto che vuoi un sound epico, come i Muse o gli U2. È difficile per molta gente immaginare come potreste riconciliare questo sound con i Blink.
Ma questo è quello che lo rende così divertente. Come dovrebbe essere il sound? Lo avete sentito nel disco. Lo avete sentito un po' con "Up All Night". Lo avete sentito con "Natives". Queste canzoni hanno una grande struttura e alcuni crescendo. Ma come mischi quelle due parole? La gente mi ha sentito farlo con gli Angels and Airwaves. La gente sa che Travis può suonare qualsiasi cosa che voglia. La gente sa che Mark è nella musica più cool e nuova, produce dischi e scrive sempre grandi canzoni. Quindi è solo un'ambizione e un arrangiamento nella mia testa. Ma mi piace l'idea che la gente si domandi: "Non c'è modo di tirarlo fuori". Questa per me è la parte divertente.
Vedi il sound finale come un compromesso o un melting pot?
Entrambe le cose. Voglio dire, il melting pot è un compromesso. La magia dei Blink è il compromesso. Avremmo avuto molti più intro e crescendo epici nel disco se seguivamo solo le mie idee – ma poi non sarebbe stato dei Blink. Io e Mark siamo quasi ai due opposti. Provo sempre a fare dei passi avanti e lui è sempre nostalgico di dove eravamo e di dove siamo cresciuti e il modo in cui ci incontriamo a metà è sempre la cosa bella.
Ci sono stati dei momenti mentre facevate il disco che eri frustrato?
Oh sì.
Come hai aggirato questo ostacolo?
Mi sono solo morso la lingua. Se mi arrabbiavo, mi mordevo la lingua. Mi sono detto che tutto succede per una ragione e che tutto era nel modo in cui sarebbe dovuto essere. Ho creduto anche molto al naturale corso degli eventi. Mi sono sempre costantemente trovato a lottare con quello che volevo e con quello che il naturale corso degli eventi mi portava ad avere. Quindi pensavo sempre: "Voglio veramente questa cosa e credo profondamente che questo è qualcosa che renderà migliore la band". Ma solo perché lo credevo, non è detto che lo fosse veramente. Non lo era. Così ho imparato a superarlo e ho lasciato accadere il compromesso.
In questo momento ci sono ci sono molte cose che richiedono il tuo tempo. Ci sono il nuovo album dei Blink e il tour, il nuovo album degli Angels and Airwaves, tutti i tuoi affari e la tua famiglia. Si sei mai sentito come se fosse troppo?
Non ho mai voluto avere due band. Ma sì, è troppo. Specialmente gli ultimi sei mesi sono stati molto difficili perché il film degli Angels era un viaggio di cinque anni che ha debuttato nei cinema un paio di settimane fa e adesso esce a novembre con un doppio album, 22 canzoni. Ho creato un'intera azienda intorno ad esso. Gli Angels and Airwaves sono un'azienda adesso. Quindi tutto questo è successo mentre facevo questo disco del ritorno dei Blink-182. Sto provando a bilanciare gli interessi di tutti e mia moglie mi guarda pensando: "Ti odio perché dovresti lavorare meno e uscire di più". E io penso: "Non posso lasciare nessuno perché mi interessano tutti". Entrambi i lati della barricata sono quello che sono. Sono ancora quel piccolo ragazzino punk rock, ma sono anche quel tipo di persona che prova a guardare il modo un po' diversamente.
Pensi che i Blink continueranno a tempo indeterminato o sei preoccupato di poterti cominciare a sentire troppo oppresso dal lavoro tra due o tre anni?
No, penso che i momenti più oppressivi per me fossero gli ultimi sei mesi. I Blink dovevano finire prima, ma i programmi di tutti sono stati modificati e poi ho dovuto modificare la pubblicazione degli Angels che era già stata pianificata. Quindi non avevo scelta, ma dovevo fare entrambe le cose nello stesso momento. Non voglio farlo di nuovo. Ma i Blink continueranno? Assolutamente. Finchè sarà divertente e interesserà alla gente. E finchè continueremo a rispettarci come facciamo adesso . . . io incluso. Penso che abbiamo dimostrato che il peggio è passato.
Travis Barker
Stavo parlando proprio con Tom di tutte le cose che richiedono il suo tempo. Lo stesso vale per te. Vai verso molte direzioni con i Blink, il tuo disco da solista e tutto il resto.
Però i tour sono semplice. È meno impegnativo qui. Mi getto a provare tutto il giorno. Non mi siedo in giro a suonare la batteria a casa. Ci sono molte più responsabilità a casa e il tour è l'opposto per me. È come respirare aria nuova.
È un tour abbastanza lungo. Ci devono essere dei giorni in cui preferiresti essere a casa.
Sì, non sono un buon viaggiatore. Non mi piace viaggiare, punto. Mi piace essere nei posti e mi piace andare nei posti, ma non mi piacciono le forme di trasporto. Mi piacerebbe schioccare le dita ed essere lì. Questa è l'unica cosa che non mi piace. Amo i tour, ma non mi piace viaggiare di notte o per tante ore. Ma amo i tour. Se i miei figli potessero esserci sempre, probabilmente non tornerei a casa. Come nei primi giorni di scuola dei miei figli, mi piacerebbe essere là per assicurarmi che i ragazzi si abituino. Ma questa è una specie di casa mia.
Pensi che le nuove canzoni stiano bene con quelle vecchie nella scaletta?
Assolutamente. Specialmente adesso che l'album è stato diffuso illegalmente. Ci sono lati positivi e negativi in questo. Il lato positivo è che adesso la gente conosce la musica, che è una cosa super cool. Tutto il tempo dopo che hai registrato un album, aspetti solamente la data di uscita. Aspetti che i fan lo ascoltino. Le diffusioni illegali fanno schifo, ma allo stesso tempo è cool che tutti quei ragazzi stanno familiarizzando con i nuovi brani. Una delle cose migliori di questo tour è la possibilità di suonare della nuova musica.
L'album è stato ritardato e alcuni fan erano preoccupati che questo significasse che c'erano problemi.
Penso che fossero più problemi di comunicazione. Nessuno parlava veramente con loro... dopo il nostro ultimo tour Tom aveva l'impegno di fare un altro album degli Angels. Quindi quello andava fatto. Abbiamo sempre dato spazio l'uno agli altri. Mentre lui faceva quell'album, io facevo un tour per il mio album. Mark faceva il suo programma televisivo. Nel tour di Lil Wayne ho affittato un studio nel mio giorno libero per andare a suonare la batteria. Ma non è stato come quando sono a casa e come quando ci siamo concentrati negli ultimi quattro mesi quando si è avuta una svolta ed è cominciato ad uscire il miglior nuovo materiale.
Il fatto che lavoravate in studi separati rispetto a Tom ha spaventato alcuni fan.
Posso capire questo. Ma, realisticamente, quando abbiamo registrato gli album in passato non avevamo figli. Take Off Your Pants and Jacket è stato scritto in una stanza del mio magazzino. Siamo stati assieme per una settimana e mezza e lo abbiamo scritto e registrato in un paio di giorni. Era un processo di scrittura completamente diverso. Molte di quel materiale non è stato scritto mentre eravamo nello stesso posto. Abbiamo idee diverse. È cambiato durante gli anni. Se non fosse cambiato, le cose farebbero schifo. È l'evoluzione. Le cose dovrebbero cambiare. Pensiamo che questo sia positivo. Una cosa positiva che è possiamo mettere giù delle idee senza dover pensare: "Ok, dobbiamo prenotare uno studio e io proverò a ricordare questa cosa per tutta la settimana".
C'è una possibilità su un milione che una band diventi grande come i Blink. Averlo fatto succedere e poi buttare via tutto per sempre sarebbe stato terribile.
Soprattutto per niente. Quando ci siamo guardanti indietro, abbiamo visto... sono sicuro che sia successo ad altre persone in altri campi. Ti consumi con il lavoro. Suoni i concerti tutti i giorni e fai tour dopo tour come abbiamo fatto noi dieci anni fa e non c'è comunicazione. Si bruciano tutti. La tensione era così densa intorno a noi a quei tempi che si poteva tagliare con un coltello. Era così proprio prima che ci siamo sciolti. A quel tempo se avessimo avuto un miglior management o qualche modo per comunicare, saremmo stati tutti in un posto migliore. Dopo il mio incidente quando Tom e Mark si sono incontrati finalmente a casa mia, sono passati circa trenta secondi per far scherzare Tom e Mark con battute sconce. Era come dire: "Guardate, voi teste di cazzo non avete parlato per sei anni e adesso va tutto completamente bene". Capisci quanto fossero meschine per cui si stava litigando.
L'unica cosa che è cambiata per noi è che abbiamo ognuno il proprio camerino e abbiamo le nostre famiglie in tour con noi. Tutto il resto è uguale. È la stessa grande energia che avevamo in passato suonando sul palco. Non è una di quelle situazioni strane come quella degli Eagles dove tutti si odiavano e non potevano stare assieme sul palco. Non abbiamo mai sperimentato niente di tutto questo.
Ma ci devono essere stati dei momenti frustranti durante la creazione dell'album.
Forse piccole cose, più con problemi di comunicazione. Penso che a un certo punto Mark e Tom erano veramente pronti a lavorare di nuovo e io ero al tour di Lil Wayne. Poi quando ero pronto io a lavorare e sono tornato a casa, Tom stava facendo l'album degli Angels. O Mark stava facendo il suo programma televisivo. Ma questo è solo l'effetto di essere stati divisi per sette anni. Abbiamo cominciato a far andare avanti le nostre cose. È stato difficile dirmi: "Hey, fottitene del tuo album da solita" o "Tom, fottitene degli Angels and Airwaves" o "Mark, il tuo programma non è importante in questo momento". Tutto queste cose erano stabilite ed erano uscite prima che la band stesse registrando il nuovo album.
Ci devono essere stati dei momenti in cui hai ricevuto indietro del materiale da Tom che non aveva proprio il sound che volevi.
Forse qualche volta, ma penso che questo sia la conseguenza di avere un paio di studi separati. Ma poi se stai producendo qualcosa e stavamo lavorando assieme a un album potresti fare qualcosa che potrebbe essere un po' troppo nella direzione in cui vai di solito. Quindi arrivo io e Mark a bilanciare le cose. Questo è quello che siamo qui a fare. Questo è quello che i Blink sono qui a fare.
Sono sicuro che alcuni fan vogliano solamente il sound dei vecchi Blink. Vogliono sentire "Dammit Part 2".
Sì, lo so. Ma non potevamo scrivere così tante canzoni per questo album. Ci saranno altri album. Questo è solo il primo gruppo di canzoni. Sto già guardando al prossimo album perché spero che non avremo le nostre mani impegnate in tanti altri progetti in quel momento. Forse sarà come il nostro ultimo album self-titled per cui abbiamo passato un anno a lavorarci. Non ne ho idea, ma mi sento come se avessimo dato ai nostri fan solo un piccolo assaggio di quello che aspetta loro. Alla fine della giornata, non può essere un album indulgente dei Blink dove facciamo solo cose nuove sperimentali. Mi sembra che ci siano molte cose vecchie con quelle nuove.
Eri preoccupato quando la band è tornata assieme che la tensione sarebbe rimasta e che Mark e Tom non sarebbe ritornati ad essere di nuovo uniti?
Beh, quei due erano come marito e moglie a quel tempo. Ho sempre detto loro che non avevo mai visto due maschi che non erano omosessuali essere così vicini. E non per sparlare delle persone omosessuali. Mi piacciono le persone eterosessuali, le persone omosessuali, chiunque. Ma non avevo mai visto due amici così vicini o nulla come lo erano Mark e Tom. Ho sempre suonato in mezzo a loro. E continuo a farlo. Sono molto vicino a Mark e sono molto vicino a Tom. È come una coppia, ma ci siamo noi tre. Quindi dobbiamo passare il tempo ad essere amici, forse parlando di cose che non hanno a che fare con la band. Proprio come ogni relazione.
- RollingStone.com

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