All'interno degli alti e i bassi dei blink-182

'Siamo tre persone completamente diverse', ha detto Tom DeLonge.

Ai tempi di Total Request Live, i tre membri dei Blink-182 sembravano avere personalità appena distinguibili. Ma chiunque avesse mai passato del tempo con Mark Hoppus, Travis Barker e Tom Delonge sa che non era vero. Sono tre uomini completamente diversi con idee molto diverse su come dovrebbe essere il suono della band e su come dovrebbero evolvere come gruppo. Questi problemi arrivarono al punto di non ritorno nel 2005 e si presero quattro anni di pausa. Si sono riformati per un tour nel 2009 e hanno passato gli ultimi due anni a registrare il loro nuovo album Neighborhoods.

Abbiamo incontrato la band dietro le quinte del Saratoga Springs Performing Arts Center un paio di settimane fa. Tom passava il pomeriggio a lavorare ai progetti futuri degli Angels and Airwaves, mentre Travis si concentrava sul migliorare la sua forma fisica e Mark incontrava i fan e lavorava al suo programma su Fuse Hoppus on Music. Ci siamo seduti con loro separatamente per parlare di come la band ha imparato a funzionare come un gruppo dopo uno scioglimento così tumultuoso e l'incidente aereo di Travis Barker. Le conversazioni hanno compreso tutto, da Palla da golf a combattere una grave dipendenza al Vicodin alla sfida di fare dei tour in giro per il mondo quando ci si rifiuta di imbarcarsi su un aereo.
Mark Hoppus
Come sta andando il tour?
Molto bene. Sono contento di come la gente stia accogliendo le nuove canzoni. Abbiamo cominciato a suonare quattro nuove canzoni proprio dall'inizio del tour e non sapevamo quale sarebbe potuta essere la reazione perché l'album non era ancora uscito. Personalmente, quando vado a un concerto e la band dice che sta per suonare qualche canzone nuova, penso: "Fermi, no, voglio ballare e cantare con cose che conosco!" Ma anche prima che l'album venisse diffuso, la gente cantava le canzoni e questo significa che erano andati su YouTube per imparare le canzoni.
Quindi avete iniziato a registrare 'Neighborhoods' due anni fa?
Sì, abbiamo fatto i primi passi solo poche settimane dopo la riunione della band. Ma dopo un po' di settimane abbiamo capito che non eravamo ancora pronti per registrare. Eravamo ancora tutti amici, ma eravamo troppo cortesi tra di noi per registrare. Eravamo troppo protettivi per quel piccolo barlume di Blink-182. Quindi abbiamo deciso di andare in tour e di ricostruire la band. Così abbiamo incominciato seriamente con l'album circa otto mesi fa.
Questa volta come ha funzionato il processo creativo? Allo stesso modo dei vecchi tempi?
Era allo stesso modo, solo geograficamente diverso. Ci siamo sempre introdotti le canzoni l'uno con l'altro e fatto rimbalzare avanti e indietro le idee, ma questa volta non eravamo nello stesso studio per tutto il tempo. Abbiamo cominciato andando nello studio di Los Angeles a registrare le strutture delle canzoni. Poi ci siamo divisi. Tom è andato nel suo studio a San Diego dove lavorava alle parti di chitarra e alle idee per i testi. Io lavoravo a Los Angeles con Travis, registrando la batteria e il basso. Poi ci riunivamo, confrontavamo le varie idee e cambiavamo qualcosa. La cosa cool nel registrare in questo modo è che tutti hanno la possibilità di esplorare le proprie idee senza dover far attendere gli altri nello studio. Penso che questo metodo ha probabilmente allungato i tempi di registrazione di questo album, ma è una di quelle cose che ti permette di dire di aver esaurito tutte le idee e che questo è il miglior album che potevamo fare.
Quando si è diffusa la voce che Tom lavorava in un altro studio rispetto a voi, c'era un po' di preoccupazione sul fatto che non andavate completamente d'accordo. C'era anche la preoccupazione che questo avrebbe causato un effetto negativo sulla musica. Come avete affrontato tutto questo?
Posso cominciare a dire che non era proprio così. Ero molto scettico a lavorare in questo modo. Tom voleva lavorare così per un po'. C'è stata una grande questione prima che la band si sciogliesse. Tom voleva lavorare a San Diego, nonostante il fatto che io e Travis viviamo a Los Angeles. Continuo a pensare che il lavoro migliore che facciamo è quando tutti è tre siamo nella stessa stanza. Continuo a crederlo. Il migliore. Alla genesi iniziale delle canzoni, eravamo tutti nella stessa stanza – o io introducevo una canzone appena abbozzata a Tom e lui provava diverse cose. Quindi ero molto scettico su questo tipo di registrazione – ma in qualche modo ha funzionato molto bene per noi. Molto meglio di quello che pensassi. Credo che ognuno di noi abbia un proprio sound unico che portiamo nei Blink, ma alla fine non importa quale sound dovrebbe essere quello dei Blink.
Eri preoccupato delle aspettative dei fan quando facevate l'album? Sono sicuro che alcuni fan non vogliono sentirvi cambiare per nulla. Pensavi a questo?
Sì. Facevamo uno sforzo continuo per non pensarci e fare solo quello che abbiamo sempre fatto, cioè tenere la testa giù e fare la musica che amiamo. Non sono in grado di sapere quello che pensa la gente. Stavamo per pubblicare qualcosa e certa gente diceva: "Spero che sia come Dude Ranch". Penso che ci siano delle canzoni in questo disco che sembra che possano far parte di Dude Ranch e ci sono canzoni che sembra che possano far parte di Take Off Your Pants and Jacket.
Sono che in passato Tom ha espresso alcune riserve sul suonare alcune vostre vecchie canzoni essendo invecchiato. A te non è mai sembrato strano farlo?
Dall'esterno, guardando alla situazione, la pensavo anch'io così. Voglio dire, eccoci qui, uomini adulti con figli e famiglia, e cantiamo cose che ci sono successe quando eravamo al liceo. Ma continuo a pensare che sono completamente pertinenti per chi viene ai concerti. Se mi annoiassi . . . non annoiato, ma mi sentissi strano a suonare una canzone come "What's My Age Again?" ricordo solo quando scrissi quella canzone e quanto sia stato divertente. E la reazione è sempre grande.
Immagino che gli Who si sentivano in un modo abbastanza simile quando facevano "My Generation" da adulti – cantando "I hope I die before I get old" quando avevano 50 o 60 anni.
È qualcosa che hanno scritto ed è loro. È quell'energia e quel momento della vita definito da quella canzone. "My Generation" è completamente diversa per te con le tue esperienze rispetto a me con le mie esperienze. A parte le foto, ci sono pochissime altre cose che definiscono dei momenti come una canzone. Ricordi la prima volta che l'hai sentita, guidando una macchina o lo sgomento che stavi passando. Quindi non mi sento strano a suonare canzoni che parlano del liceo anche se sono un uomo adulto.
Come vanno le cose tra te e Tom in questo momento?
Bene. Molto bene. Probabilmente meglio di come è stato negli ultimi dieci anni.
Sembra che Tom preferisca il suono grande ed epico degli Angels and Airwaves e tu e Travis preferiate un suono più punk. Alcuni fan pensavano che le tensioni tra le due idee erano il motivo per cui ci stavate mettendo così tanto a finire l'album. C'è qualche verità in questo?
Sì, totalmente. Non voglio dire che Tom voglia che assomigliamo agli Angels and Airwaves, ma penso che Tom voglia lo stadium rock. Tom vuole essere i Police. Vuole essere gli Who. Vuole essere i Muse, le produzioni gigantesche cinematografiche. Grandi cose, come gli U2. Io voglio cose un po' più semplici, un po' più indie rock, un po' più concise. Travis è ovunque con la musica. Non so cosa stia facendo con una canzone quando la dò a lui. È sempre diverso e 10 volte meglio di quello che avrei sperato. Ma, sì, c'è sicuramente quella lotta tra Tom che vuole delle cose grandiose e io che voglio delle cose più compatte ed elementari.
Come riconciliate queste due cose?
È una battaglia. Non è una battaglia difficile. È una battaglia creativa. Parliamo molto e cerchiamo di capire cosa la gente accetterebbe nelle canzoni. Presentavo qualcosa a Tom e lui suonava una parte di chitarra che non mi convinceva del tutto. Dicevo: "Perché hai suonato così?" E poi me lo spiegava e andava bene. Ci abbiamo messo così tanto tempo per fare questo disco perché, se sentivo una parte di chitarra che non funzionava, dicevo: "Va bene, lasciamo da parte per un po' quella parte di chitarra, lavoriamo su questo e poi ci ritorniamo".
Ci sono molti momenti morti durante questo tour. Ci sono dei film che continui a guardare ancora?
Tutti i tour guardo Palla da golf, Stripes, un plotone di svitati, National Lampoon's Vacation, Fletch, un colpo da prima pagina e un po' di film classici. Durante questo tour ho guardato Il mistero del falco, Quarto potere e Lawrence d'Arabia. Poi di solito finisco a vedere La sottile linea rossa or Platoon o qualche film di guerra di questo tipo.
Per concludere, ti vedresti ancora in questa band tra 10 o 15 anni?
Finchè mi diverto con i Blink, suono con i Blink. Quando i Blink smetteranno di essere divertenti, metteremo da parte la band. Adesso è tornato a essere divertente e amiamo farlo. Nel 2000 non avrei immaginato di farlo ancora dopo 10 anni ed eccomi qui, 11 anni dopo, a farlo e ad amarlo.
Tom DeLonge
Pensi di poter apprezzare meglio adesso i Blink rispetto agli ultimi anni prima dello scioglimento?
Sì. Quando abbiamo smesso di suonare ai concerti venivano circa 6.000-10.000 persone, che è una cosa gigantesca. Quando siamo tornati assieme due anni fa ai concerti c'erano circa 25.000-30.000 persone. È una cosa pazzasca. Fa scoppiare la testa. Ho capito che la nostra accessibilità, il nostro divertimento, il genere vicino della porta accanto in realtà significavano molto di più di quello che credessi. Rappresenta il 70 per cento dei giovani delle periferie d'America. Ragazzi che vivevano in piccole case fatte in serie, ma che volevano qualcosa di diverso. In quel momento ho capito che tutte queste cose non sono necessariamente da attribuire all'arte, ma allo stile di vita.
Sembravate i ragazzi goffi che ho conosciuto al liceo.
Eravamo quei ragazzi. Mi ricordo di una volta che eravamo in Florida e Mark è uscito dal camerino coperto di schiuma, nudo con le bollicine bianche che lo coprivano tutto. E ha deciso che sarebbe andato nel camerino dei Goo Goo Dolls a chiedere se avevano visto il suo asciugamano. E quello era un momento in cui non piacevamo a nessuno e facevamo soltanto quei festival delle stazioni radio. Tutte quelle band pensavano: "Chi cazzo sono questi ragazzi? Sono solo dei fottuti stupidi che dicono delle battute volgari". Avevano tutte le ragioni di odiarci perché erano artisti. Abbiamo colto tutte le occasioni possibili per poter ridere di noi stessi ed era abbastanza trasparente che facessimo parte degli scherzi. La gente ha risposto a questa cosa. Eravamo l'antitesi delle rock star.
Il nostro produttore Jerry Finn, prima di andarsene, ci disse una volta che la gente ha dimenticato che i Beatles erano considerati una band buffa per un po', con i film e le ragazze che li inseguivano. Non era cool. Ci sono volute per fare una specie di passo avanti . . . e non sto dicendo che siamo meglio dei Beatles. [ride] Ma credo che nella storia di ogni band, la strada è sconnessa e ci sono molte divisioni che portano la gente in un'ambiziosa scorribanda. Perché quando gli artisti prendono tutti questi rischi, è quello che è divertente per il resto di noi.
Quando la band si è sciolta, siete andati in direzioni musicali molto diverse. C'era una certa preoccupazione tra i fan sul fatto che sarebbe stato difficile conciliare queste differenze su un nuovo album.
Sì, la pensavo anch'io così. Ma allo stesso tempo, se ascolti "Up All Night" sembra qualcosa degli Angels and Airwaves. Voglio dire, quello è ciò che sono. Gli Angels and Airwaves sono un rifletto completo e puro di quello che sono io. La filosofia, lo spiritualismo, l'esoterismo, l'idea di speranza e spazio e i temi sulla vita e la grandezza . . . questo sono tutto io. Quindi per far finta che non posso . . . quello sono io. Quello è il suono quando Mark e Travis non sono con me. Avete sempre sentito dell'amore di Travis per l'hip-hop, il drum and bass e l'elettronica. Lui è tutto sul ritmo ed è il migliore batterista sulla terra. Se non avesse portato il suo amore per l'hip-hop nei Blink-182, non avremmo mai avuto canzoni come "I Miss You" o "Down". Il nuovo disco si intitola Neighborhoods perché siamo tre persone completamente diverse che provengono da diversi quartieri.
È difficile per alcune persone capire come il lavorare in studi separati porterebbe al miglior disco possibile. Fa anche sembrare che non andiate d'accordo.
Ho capito. Stavo parlando di questo a Mark ieri sera nel suo camerino. Ho detto: "Credo che se noi tre avessimo cancellato i nostri programmi e non ci fossimo concentrati su altro ma fossimo stati insieme a scrivere questo disco, l'infinito sarebbe dove saremmo potuti finire". Per qualche ragione, quello che abbiamo ora è quello che doveva essere. Non ci stressiamo l'uno con l'altro, lasciamo che tutti abbiano i propri progetti. Non c'erano lotte. Non c'erano discussioni.
Pensavamo: "Tom ha gli Angels and Airwaves. È importante per lui. Bene. Travis ha il suo disco da solista che sta per uscire. Ci sta lavorando da tre anni. Lasciamoglielo fare. Mark parte ogni due settimane per il suo programma. Si diverte molto a farlo. È la sua cosa. Bene." Abbiamo solamente preso il nostro tempo. Non avevamo pressione. Ci sono tanti aspetti positivi e negativi a lavorare in questo modo, ma penso che ci siano più svantaggi che vantaggi. Perché ho parlato con un ragazzo che rappresenta i Police. Hanno provato a tornare in studio e non ce l'hanno fatta. Semplicemente non ce l'hanno fatta.
Intendi recentemente o nel 1986 quando sono tornati assieme per un po'?
Dopo il loro ultimo tour. Ci ha detto: "Avete compiuto qualcosa che non sarebbero riusciti a fare. Avete fatto un disco". Quindi l'unico modo per farlo era questo.
Voi siete amici da molto tempo. I Police non sono mai stati amici. Non avevano radici, così quando è arrivata la tempesta sono caduti.
Sì, io e Mark abbiamo delle radici abbastanza profonde. L'ho incontrato proprio per iniziare con la band, ma a quel livello non eravamo una band. Eravamo degli amici che uscivano, andavamo in giro con skateboard tutte le sere e terrorizzavamo la città fino alle due della mattina come un branco di lupi selvaggi.
Dopo lo scioglimento molti fan ti hanno incolpato per quello che è successo. Ci sono storie che dicono che hai cambiato il tuo numero di telefono e ti rifiutavi di parlare con gli altri. Eri visto come il cattivo dell'intera faccenda. Era così difficile da affrontare?
Sì, è difficile. Voglio dire, sì. Ho fondato questa band. Non è come volevo che sarebbe finita, ma avuto un problema molto brutto. Mi sentivo come se non potessi fare nulla nel mondo. E il mio secondo problema è che voglio prendermi cura di tutti. Quindi quello che è successo è che di solito ci metto troppo me stesso nelle cose. Quindi quando i Blink sono diventati grandi, tutte quelle persone facevano andare la macchina eccetto che per la band. Abbiamo iniziato a crescere da giovani adulti a veri adulti. Abbiamo cominciato a essere persone diverse. Travis ha iniziato il suo programma televisivo. E io volevo uscire ed crescere come artista. È come quando il tuo migliore amico tutto ad un tratto ha una ragazza. E tu pensi: "Aspetta, ci siamo solo noi. Cosa sta facendo lei qui?"
Per me, tutto è diventato molto tossico. Si trattava di soldi. Si trattava di ego. Si trattava di fama. Avevo bisogno di stare a casa con mia figlia. Aveva due anni e io ero stato via per due anni. Pensavo: "Torno a casa". Ma a quel punto, non comunicavamo più. Comunicavamo attraverso altre persone. Più tardi, ci odiavamo a vicenda e ne parlavamo attraverso la stampa. È facile. È un'altra persone che lotta al posto tuo. Avevamo solo bisogno di una pausa. Eravamo stanchi.
I fan mi vedevano come il cattivo. Ne sono sicuro. Ma nulla che abbia mai fatto è stato vendicativo. Ho detto alcune brutte stronzate perché ero dipendete al Vicodin per un bel po' perché avevo dei dolori molto forti alla schiena. Ero così drograto dagli stupefacenti che questo ha alimentato la mia fottuta convinzione di poter cambiare la mia vita e questo mi ha incasinato per un bel po'.
Come hai fatto ad uscirne?
Mi sono solo fermato un giorno. Beh, non ero in grado di non prenderne per una settimana. Ne prendevo così tante che ho chiamato il mio dottore per dirgli che ne avevo bisogno di più e lui mi rispose: "Non puoi prenderne altre, ma tra una settimana puoi chiedere al dottore di chiederne altre". Ho pensato: "Oh, cazzo. Ho intenzione di smettere, vomitare il mio cervello, tremare e avere la febbre". Ho solo risposto: "Guarda, non darmi più queste cose". Ho riattaccato il telefono e sono andato avanti.
Sei preoccupato della possibilità di suonare le vecchie canzoni, adesso che siete cresciuti?
Amo le persone che mi fanno questa domanda. Onestamente questo è quello che pensavo anch'io. Così ho fatto gli Angels and Airwaves e mi sono convinto che sono cresciuto come artista. Sono cose anni luce più avanti di quello che avessi mai fatto fino a quel momento. Quindi mi chiedevo se fossi stato in grado di suonare quelle canzoni. Ma appena imbracci la chitarra ti dimentichi quanto veloce, forte e divertente sia. Tutte le sere prima di andare sul palco, continuo ad ascoltare vecchie band punk come i NOFX e i Descendants per la stessa ragione per cui lo facevo quando ero un ragazzino. Riporta quel tipo di eterna giovinezza dello spirito. È fantastico.
Traduzione completa in arrivo...
- RollingStone.com

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