Mai andata via del tutto, una band punk sta tornando

AFFERMAZIONE: Nessuna band punk degli anni '90 è stata più influente dei Blink-182.

No, neanche i Green Day.

I Blink-182 hanno sfondato nel mondo pop nel 1999, con il loro terzo album, il cinque volte di platino “Enema of the State”, che ha riportato il punk a un concetto più giocoso e gli ha dato una splendente lucidatura accessibile. I loro successi sono stati molti: numeri estatici e stupidi sull'inutilità degli adolescenti, con un'infarinatura di tenera introspezione. Era tra la musica più orecchiabile del tempo e sarebbe stato sufficiente.

Ma i membri del gruppo — Tom DeLonge, Mark Hoppus, Travis Barker — ci sono trasformati di buon grado in video star nel momento in cui MTV ha potuto cementare l'immagine della band. Tra le boy band e le pop star adolescenti dell'epoca i Blink-182 erano un branco di burloni, abbastanza furbi da utilizzare i trucchi visuali dei ragazzi popolari per i propri fini, spostando il modello degli idoli sugli outsider. La fama non fa dimiscrinazioni in base all'origine: presto il gruppo divenne famoso come quelli di cui faceva la parodia.

Quella patina, e la mancanza di vergogna per essa, mise subito da parte i Blink-182 rispetto agli altri punk dell'epoca. “Quando arrivarono i Green Day, loro erano molto ribelli, c'era molta angoscia nelle loro canzoni”, ha detto Mr. DeLonge durante un'intervista telefonica. “Era molto affascinante per me e per molta gente, ma non potevo identificarmi con loro, non erano dei tizi come me. Quando sono arrivati i Blink, eravamo molto simili a tanti ragazzi delle periferie: corrono in giro nudi, si ubriacano, hanno degli skateboard, hanno i capelli blu. Sono sicurissimi di non andare dove vanno i loro genitori. Eravamo decisamente gli abitandi comuni delle periferie”.

“Neighborhoods” (Geffen), che uscirà il 27 settembre, è il sesto album dei Blink-182 ed è la loro prima collezione di nuovo materiale dallo hiatus del 2005. Durante questi anni i membri hanno avuto vari side project. Mr. Barker, che è sopravvissuto a un incidente aereo nel 2008 che ha ucciso quattro persone, è diventato il batterista per i rapper in cerca di una dissonanza visuale e di un autentico suono di batteria. Mr. Hoppus presenta un programma su Fuse. (Anche Mr. DeLonge ha fatto un'apparizione tragicomica sul New Yorker intervistando i Vampire Weekend l'anno scorso, pubblicizzando al band un pacchetto completo di servizi su Internet per i musicisti in cerca di fonti di reddito secondarie).

Ma anche se i Blink-182 hanno fatto un passo indietro, il loro suono e stile può essere sentito nel pop punk forte dei Fall Out Boy o nell'attuale ondata delle band punk al super-patinato Warped Tour, come gli All Time Low e i Maine. O anche in eredi meno probabili: gli indie romantici dei Best Coast hanno recentemente suonato la cover di “Dammit”, del secondo album dei Blink-182, in concerto.

“Ero una ragazzina di 13 anni impacciata che è cresciuta in periferia dove tutti giocavano a pallanuoto e a calcio e ascoltavano gli ’N Sync”, ha scritto Bethany Cosentino dei Best Coast in una e-mail. “Ho sentito i Blink-182 per la prima volta e ho pensato: ‘Oh, mio dio, questa musica è fatta per i ragazzi strani come me’”.

Comunque, anche se i Blink-182 sono emersi da una scena punk del sud della California stimolante e spesso grossolana, suonando con gruppi come Guttermouth, NoFX e Vandals, il passaggio al grande pubblico non è stato facile. “Eravamo la band emarginata, la band degli scherzi”, ha detto Mr. Hoppus.

Quel ricordo è rimasto un po' quando il trio si è ritrovano per iniziare a lavorare a “Neighborhoods”. Mr. DeLonge pensava che doveva essere più maturo e più progressive del turbolento lavoro precedente della band. “Pensavo che avevamo molto da dimostrare”, ha detto. Ma guardare i Blink-182 attraverso gli occhi della gente più giovane ha aiutato. “Adesso mi sento completamente diverso”, ha detto. “Sto accettando di più quello che accade, non voglio cambiarlo più del necessario”. Inoltre ha aggiunto: “se puoi dimostrare di avere la capacità di resistenza, le persone si arrendono”.
- NYTimes.com

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