Recensione di "Neighborhoods" di KROQ

La band è sicuramente maturata e questo è evidente non solo nella loro musica, ma anche nei loro testi. Non cantano più di scoreggie e sesso orale, ma soprattutto delle frustrazioni dell'amore e della vita che possono trascendere ogni generazione di fan dei Blink-182. Hanno affrontato le avversità e superato i loro problemi interni per produrre uno dei loro migliori album fino ad oggi.

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1. "Ghost On The Dance Floor"
Il brano inizia con il suono familiare della batteria di Travis Barker, seguita da un po' di sintetizzatore mischiato con un riff orecchiabile gentilmente offerto da DeLonge. L'inizio sembra familiare (mi ricorda “There Is” dei Boxcar Racer), ma velocemente si allontana da qualsiasi affiliazione con i Boxcar appena le armonie di Mark Hoppus si infiltrano nel brano – anche se questo è tutto quello che canta Hoppus in questa canzone.
Rispetto al resto dell'album, questo brano è musicalmente abbastanza noioso. Barker non si scatena come fa in alcuni nei brani seguenti e il riff di chitarra rimane lo stesso per quasi tutto il tempo. Il finale della canzone è l'unica eccezione, ma anche questo dura poco. Complessivamente è un brano decente e una buona scelta come canzone iniziale.

2. "Natives"
L'inizio di questa canzone mi ricorda immediatamente i vecchi Blink, simile alla loro vecchia hit “M&M’s”, ritornando al classico pop-punk. DeLonge canta il primo verso, con Hoppus che arriva per il ritornello. Il testo nel ritornello è abbastanza triste, con frasi come “...we’ll have the time of our lives, although we’re dying inside” e “...just let me go, go, I’m never coming home”.
Barker si perde un po' anche in questa canzone, cambiando spesso lo stile. È una buona canzone e la ripetizione del testo non ve la farà togliere dalla testa per tutto il giorno.

3. "Up All Night"
Il primo singolo “Up All Night” mostra la maturità dei Blink ed è la prima canzone dell'album dove Hoppus e DeLonge si alternano a cantare. Questa canzone cresce in me ogni volta che l'ascolto e sono sicuro che succede la stessa cosa per molte persone. Barker fa un grande lavoro collegando il suono assieme con la sua batteria con una parte iniziale pazzesca e che continua durante la canzone.
Mi piacciono molto le diversità in questa canzone. Il finale è la mia parte preferita perché mi sento come se la stessi vedendo suonare in concerto, questa è la parte dove tutti impazziscono.

4. "After Midnight"
Il modo con cui Travis utilizza gli hi-hat in questa canzone è pazzesco. Il testo di Tom è ancora triste con l'angoscia come tema di fondo. Il ritornello è cantato ancora una volta da Hoppus e con DeLonge che canta i versi. La sincope durante tutta la canzone rimane sicuramente impressa nella memoria.
La canzone finisce con un sentimento di speranza appena la musica si ravviva un po' e Hoppus canta il ritornello finale. Hanno fatto un buon lavoro nel trasmettere le loro emozioni attraverso il suono di questa canzone.

5. "Snake Charmer"
Siete immediatamente accolti dal basso di Hoppus e la musica che porta al primo verso è grandiosa. Le parti di chitarra sembrano un po' spaziali e si estendono fino all'inizio del primo verso dove semplicemente Tom canta e Travis suona la batteria (e qualche tastiera). Questa è un'altra canzone, come “Ghost On The Dancefloor”, dove è solo Tom a cantare e ci sono degli “ahhh” di Hoppus.
La musica in questa canzone ha un suono pieno e completo e la frase che vi ricorderete di questo brano è “good girls they like to sin”. Il finale sfuma con qualche elemento che viene eliminato fino a rimanere con Travis che suona insieme a delle tastiere.

6. "Hearts All Gone Interlude"
Un brano di 2 minuti che porta alla canzone seguente “Hearts All Gone”. Rimane abbastanza melodioso e speravo in qualcosa di un po' più cool del loro “Fallen Interlude” del loro ultimo album. L'unica cosa che manca è la batteria di Travis.

7. "Hearts All Gone"
La mancanza della batteria nell'interlude viene cancellata velocemente appena Barker inizia a suonare all'inizio di questa canzone. Questa canzone è molto più veloce di qualsiasi cosa precedente in questo album. È il primo brano dove venite accolti dalla voce di Hoppus che rimane visto che DeLonge non canta in questa canzone.
Questa è una delle mie canzoni preferite dell'album. Il tempo, la granulosità del basso di Hoppus, Travis che suona come un pazzo e la concentrazione di DeLonge sulla chitarra la divide dal resto.

8. "Wishing Well"
Finalmente una canzone felice. DeLonge ritorna a cantare in questo brano e canta una canzone di speranza. “I reach for a shooting star, burned a hole through my hand, it made its way to my heart, had fun in the promised land”. Il tono complessivo della canzone è molto più vivace di alcuni dei brani precedenti e ha un altro ritornello orecchiabile.

9. "Kaleidoscope"
Un'altra canzone che utilizza le tastiere, un altro ritmo contagioso di Travis Barker. Tom e Mark si alternano ancora a cantare. Posso facilmente vedere questo come uno dei prossimi singoli. Un'altra canzone semi-depressa e quando si ha il testo è un buon ascolto.

10 "This Is Home"
I sintetizzatori regnano all'inizio di questa canzone e sono presenti anche andando avanti. Tom DeLonge canta durante i versi con alcuni controcanti di Hoppus. A mio parere, uno dei brani da dimenticare di questo disco. Non c'è nulla che mi agganci e che mi faccia ricordare questa canzone.

11. "MH 4.18.2011"
Hoppus dà il calcio d'inizio a questa canzone ed è il cantante principale. Canzone molto allegra e veloce, molte parti dove cantare assieme. “Stop living in the shadow of a helicopter”.

12. "Love Is Dangerous"
Inizio strano interrotto dalla chitarra di DeLonge. Tom e Mark cantano assieme il primo verso con DeLonge che canta da solo il ritornello. Un'altra canzone con un testo abbastanza profondo, che sembra essere un tema comune di questo album. Come molte canzoni di questo album, contiene una sezione dove rallenta per poi progressivamente arrivare a un finale gigantesco. Barker finisce la canzone con un pezzo di batteria ispirato a quella militare che poi sfuma.

13. "Fighting The Gravity"
Inizio delicato che si trasforma in un pensate calo. Lenta, batteria costante di Barker e alcuni parti cantate pazzesche che eccheggiano fino a che Hoppus inizia il primo verso. “Something’s swimming in my blood, something’s rotting in my brain” è il tipo di testo trovato in questa canzone.
Questa canzone è la pecora nera dell'album, che sta distante sia per quanto riguarda il suono che per il sentimento dal resto. È molto più dark e la musica ne ritrae perfettamente lo stato d'animo. È una buona canzone e mostra un lato diverso dei Blink rispetto a quello che offre il resto di Neighborhoods.

14. "Even If She Falls"
Un'altra canzone felice, qualcosa che è mancato assolutamente in questo album. Se la canzone racconta o meno una storia triste o felice, la musica crea un sentimento dove tutto è OK. Un altro grande lavoro di Barker che tiene un ritmo veloce. DeLonge e Hoppus fanno un buon lavoro a non esagerare con i loro strumenti, lasciando tutto abbastanza semplice e creando un suono molto dinamico per il trio.

CONSIDERAZIONI FINALI
Sebbene il nuovo album non ha il suono divertente degli album passati, il talento e la qualità della musica è ben al di là dei loro dischi precedenti. Il tempo passato nei side project mentre la band era divisa li ha aperti sicuramente a un nuovo livello di suono e ha permesso alla loro creatività di espandersi oltre la solita combinazione di chitarra, basso e batteria che siamo abituati a sentire da loro.
Potete sentire un pezzo di ogni side project – alcune canzoni hanno un suono Angels & Airwaves, altre un suono Boxcar Racer o +44. Ma, alla fine, la fusione di tutti questi pezzi è quello che forma i Blink-182 e questo album è lontano dall'essere deludente. Infatti è proprio l'opposto. Di sicuro i testi e la musica possono essere più dark, ma i temi delle canzoni possono ancora collegarsi sia con i nuovi che con i vecchi fan dei Blink-182.

- KROQ

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