Cessate il fuoco

Cari amici,
abbiamo cercato di capire che cosa ci succedesse "dentro", quando abbiamo ricevuto le notizie e le immagini di Madrid. Abbiamo provato un'infinita pietà per le vittime, persone intente alla loro vita quotidiana, esistenze distrutte da un gesto assurdo e arbitrario. Ci siamo sentiti vicini al dolore dei loro familiari. Ci siamo chiesti come sia possibile compiere questi atti senza immaginare queste sofferenze. Qualunque cosa volesse dire chi si è espresso con questo mezzo, ha espresso soltanto la sua disumanità. Abbiamo sentito il nostro rifiuto del terrorismo, della violenza, dell'uso delle armi come la conseguenza immediata e necessaria del valore assoluto della vita umana. Ci siamo ritrovati a pensare cose già pensate, a dire parole già scritte, mesi fa, nell'appello CESSATE IL FUOCO. Ci siamo persuasi che questi pensieri e queste parole non debbono essere abbandonati o taciuti perché inascoltati. Ci siamo persuasi di doverli ripetere e ribadire con maggiore insistenza, con più forza. I cittadini del mondo non riescono neppure più a piangere le tragedie del terrore: a una bomba segue un'autobomba, a ogni morto una vendetta che genera altri morti e altre vendette. Nomi diversi - guerra, terrorismo, violenza - si traducono poi, tutti, in corpi umani fatti a pezzi e in pezzi di umanità perduti per sempre. Non vogliamo più vedere atrocità: è disumano che gli esseri umani continuino ad ammazzarsi. Fermiamo questa spirale, o alla fine non resterà più niente, nessuno avrà avuto ragione o torto, ci sarà solo una catena infinita di lutti e distruzioni. Chiediamo a tutti coloro che stanno praticando e progettando attentati e guerre di fermarsi. Chiediamo il tempo per riflettere, non possiamo assistere impotenti al dilagare della follia omicida. A tutti coloro che promuovono la violenza, clandestini organizzatori di stragi o visibilissimi dittatori o presidenti, noi cittadini chiediamo: "cessate il fuoco".

Chi condivide queste parole può sottoscrivere l'appello "cessate il fuoco" sul sito www.emergency.it, dal quale è stato tratto il testo.

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