Anche i Peter Pan crescono

Anche i Peter Pan cresconoBlink 182: un nuovo album e la maturità per la band degli eterni adolescenti

Arrangiamenti curati al massimo, collaborazioni importanti (Robert Smith dei Cure su tutti) e testi intimi e personali. Questi sono i sintomi di una maturità finalmente giunta anche per i Blink 182. Il trio dei trentenni-eterni adolescenti più famosi d’America sembra aver dato una svolta notevole al suo scanzonato ed energico pop-punk. Li abbiamo incontrati e sembra che i tre si sappiano muovere molto bene tra censura, legalizzazione delle droghe leggere e crescita musicale. Non temete: la mutazione di Tom, Mark e Travis non è ancora completa e forse non lo sarà mai. Come si dice, il lupo perde il pelo ma non il vizio!

Anche i Peter Pan cresconoPrima di tutto ci piacerebbe sapere qualcosa del vostro nuovo album dato che ha cambiato di molto l’immagine dei Blink 182. Che cosa ha causato questi cambiamenti? Cosa vi ha spinto a curare maggiormente gli arrangiamenti e ha produrre un album così maturo?
Mark: "Quando è arrivato il momento di registrare questo disco, come musicisti volevamo esplorare territori nuovi rispetto al passato. Alla fine dell’ultimo tour – “Take Off Your Pants And Jacket” – ci è venuta voglia di provare cose diverse e di ricominciare da capo come band, avevamo questa idea che continuavamo a rimandare. Pensavamo “lo faremo nel prossimo album”. E questo è il prossimo album. Ora scriviamo le canzoni che ci piacciono, cerchiamo solo di fare buona musica. Ci sosteniamo tra di noi con idee diverse, ci siamo addentrati in territori a noi sconosciuti prima ed è stato divertente perché abbiamo lasciato la nostra rete di salvataggio dietro di noi e abbiamo seguito strade diverse. È stato molto divertente farlo."

Nella canzone “Asthenia” ci sono delle registrazioni da trasmissioni della Nasa e una voce femminile che legge una bellissima lettera d’amore prima di "Stockholm Syndrome". Come mai avete deciso di inserire questi contributi nel disco?
Mark: "Una delle cose che volevamo fare in questo disco, era cercare di non fare una ‘raccolta’ di canzoni, ma un lavoro che si potesse ascoltare nelle sua interezza, dove le canzoni sfumano l’una nell’altra e si susseguono. L’abbiamo pensato come un’opera unica invece di vederlo come un insieme di canzoni registrate in studio. Quella con all’inizio i pezzi della Nasa è una canzone in cui parlo di qualcuno perso nello spazio che non sa se vuole tornare sulla Terra o meno. È da intendersi un po’ come un’esplorazione dello spazio. Per quanto riguarda la lettera, è una risposta che mio nonno scrisse a mia nonna quando era al fronte durante la Seconda Guerra Mondiale."

Anche i Peter Pan cresconoPerché avete scelto come titolo per questa canzone “Stockholm Syndrome”?
Mark: "Questa canzone parla della paranoia, dell’ansia, di quando maltratti le cose in cui credi e di quando chi ti sta intorno continua a dirti cose diverse. In questi casi bisogna essere saldi nelle proprie idee e non prendere per certo ciò in cui credono gli altri."

Qualcuno di voi soffre della sindrome di Stoccolma?
Tom: "Non credo che di aver mai sofferto di questa sindrome. Ce ne sono state altre, dimmene una bella di cui abbiamo sofferto tutti..."
Mark: "La clamidia!"
Tom: "Già clamidia!"

Il video di “I Miss You” è stata censurato su MTV una scena in cui due ragazze che si baciano. Negli Stati Uniti dopo il “fattaccio” del Super Bowl si è diffuso un pesante clima di censura e di paura nei confronti di quello che può o non può essere passato in televisione. Voi cosa pensate di questo fenomeno?
Tom: "E’ molto strano. La ragione per cui credo che stia accadendo è che in America si è in media più conservatori rispetto ad altri paesi. L’America è un paese così grande, c’è un sistema molto vasto da controllare e per questo diventa difficile per la gente capire le cose su cui andrebbero poste delle restrizioni o se si possa o meno mostrare una cosa in TV. Per prendere questo tipo di decisione e per creare delle regole ci vuole del tempo. Su questo noi siamo più indietro rispetto al resto del mondo. L’episodio del Super Bowl in cui si è visto il seno di Janet Jackson è successo durante una trasmissione, la più grande del mondo, la più seguita in assoluto e voluta da società sportive a cui non interessava vedere del nudo. Sono usciti fuori di testa per il fatto che MTV avesse organizzato lo show. Ora probabilmente MTV è rimasta scottata e sta cercando di non attirare l’attenzione su queste cose. Per la maggior parte del tempo in altri periodi, MTV ha mandato in onda cose che hanno un risvolto sessuale. Questo è quello che loro fanno e ci sta bene, ma non capisco perché debba forzare la mano con la censura. Tutti i nostri video, quelli di un paio di dischi fa, ci ritraevano con il sedere fuori e in Inghilterra non l’hanno mostrato per molto tempo. Poi quando siamo andati in Inghilterra, abbiamo visto dei ragazzi che saltavano con i loro coso di fuori! Questa cosa è incomprensibile, sembra che ci siano due metri di misura per le stesse cose. Credo che ci siano differenze tra Paese e Paese ed è una cosa penosa, ma non so se considerarla proprio come una censura. Ognuno dovrebbe avere la libertà di girare un video come lo vuole. La prima versione di “I Miss You” mostrava molto nudo e ragazze che si davano da fare per lunghi periodi di tempo, questa era la visione del regista. Tutto dipende dal paese in cui ti trovi e dal periodo in cui sei. L’unica cosa con cui ho seri problemi è la censura che tocca direttamente la musica: ho delle credenze diverse su questa questione, per me è un tipo di arte diverso."
Travis: "E’ strano perché poi in America ci sono trasmissioni come Real World, in cui la gente fa molto di peggio, ma non puoi guardare un video in cui qualcuno si bacia. Penso che gli standard negli Stati Uniti siano ancora un po’ ristretti, almeno lo sono per me, poi non so."
Mark: "Sì, specialmente ora con la storia di Janet Jackson la reazione è stata decisamente esagerata. La gente è molto suscettibile e ovviamente MTV vuole essere sicura di agire nel modo giusto ora dopo quello che è successo al Super Bowl. Questa cosa la possiamo capire, ma l’attitudine che c’è in America è... Insomma, la gente ha reagito in modo assurdo per un fatto insulso."
Tom: "Le cose cambieranno in futuro."
Mark: "Sì, credo che il fenomeno toccherà molti ambiti. Si è già visto per diversi programmi televisivi, come E.R, per cui hanno dovuto registrare un’altra volta un episodio perché mi pare si fosse visto un seno, ma è un programma che parla di medicina! Penso che la gente si prenda male facilmente, ma speriamo che questa cosa scenda il più presto possibile."

Anche i Peter Pan cresconoNon credete che sia una cosa assurda che video come quello di Sean Paul e Sasha in cui i due ballano in modo un po’ ambiguo non sia stato censurato, mentre ad esempio quello degli Incubus – per aver mostrato un’immagine di Hitler - e il vostro video che mostra due ragazze che si baciano sono stati messi al bando?
Tom: "Credo che in America ci sia una gran paura delle cause legali. Immagino che si creda che la gente che guarda il video di Sean Paul sia meno propensa a querelare qualcosa che vede in TV rispetto a un pubblico che guarda noi o gli Incubus. In realtà tutto guardano tutto, ma c’è questa gran paura di essere citati in giudizio in America che tutti sono spaventati a morte dall’idea di essere messi al bando. È una cosa stupida. Tutti siamo d’accordo, vedere un seno è bellissimo. È naturale e a noi va bene tutto, capiamo che l’America è dannatamente stupida. Si è così concentrati a proteggere chiunque in America che a volte l’arte ci va di mezzo. È una cazzata, ma che ci puoi fare? Ed è per questo che veniamo in Italia, siete così liberi e belli quaggiù!"

La canzone “I Miss You” è una delle più belle del disco e ricorda molto i Cure. Cosa vi hanno dato i Cure e – secondo voi - che impronta hanno lasciato nella storia della musica?
Tom: "Forse Mark potrebbe rispondere meglio, comunque a noi piacciono diversi tipi di musica, non ascoltiamo solo punk-rock – a dire la verità non lo ascoltiamo molto ultimamente – eccetto i dischi che abbiamo ascoltato da ragazzi e che amiamo ancora. Ci piace l’hip hop, la drum’n’bass, la new wave e tante altre cose. Amiamo l’arte di scrivere canzoni e se qualcuno fa qualcosa di buono lo rispettiamo e traiamo ispirazione da questo. I Cure sono stati una band incredibile per tutti e tre. E’ stato mio fratello a farmi conoscere i Cure, quando ho sentito per la prima volta “Boys Don’t Cry” ho creduto che fosse una canzone meravigliosa, mi faceva l’effetto di una canzone punk rock e non sapevo nemmeno chi fossero, mentre Mark è cresciuto con loro. L’idea di “I Miss You” viene proprio da una vecchia canzone dei Cure che ci piaceva molto; in un certo modo abbiamo cercato di basare l’architettura della canzone da quella idea, ma abbiamo fatto a modo nostro. Non so, magari vuoi parlare..."
Mark: "Sono cresciuto ascoltando i Cure tutto il tempo, sono la mia band preferita di tutti i tempi e credo che abbiano plasmato il mio modo di avvicinare la musica e di ascoltarla, quello che penso della musica e il modo in cui scrivo."

Anche i Peter Pan cresconoSapete anticiparci quale sarà il prossimo singolo e il prossimo video?
Mark: "In verità non sappiamo quale saranno il prossimo singolo e il prossimo video, ci sono diverse canzoni di cui si sta parlando ora e in meno di due mesi decideremo, ma per ora non sappiamo dirti davvero niente. Mi spiace, avrei voluto potertelo dire, ognuno di noi ha le sue preferenze, ma ci sono molto cose ancora da vedere. A volte le scelte possono variare all’ultimo."

Se vi capitasse domani di dover scrivere una review sul vostro modo di suonare dal vivo adesso, scrivereste?
Tom: "Cinque stelle! Credo che si meriterebbe cinque stelle...Sarebbe un po’ troppo duro farlo perché è difficile descrivere a parole la bellezza che siamo in grado di mostrare sul palco, ma se dovessi scrivere un articolo, seriamente parlando, punterei l’attenzione su come suoniamo in modo diverso le canzoni, su quello che facciamo musicalmente, quanto parliamo e ovviamente racconterei le differenze di atmosfera che si susseguono durante il nostro show. Penso che molte cose siano cambiate nella band e nel modo in cui suoniamo le canzoni. Molti di questi cambiamenti sono dovuti al fatto che siamo entusiasti all’idea di poter suonare le canzoni diversamente e in modo sempre divertente. I nostri show sono molto più ‘lunatici’ e più musicali per tutte queste ragioni e su queste mi focalizzerei se dovessi scrivere. E poi tornerei sul fatto che Mark è molto carino e anche Travis, credo che entrambi siano grandiosi! Metterei anche queste cose nell’articolo."

Come suona dal vivo quest’album?
Mark: "Abbiamo voglia di fare le canzoni nuove, ma anche quelle vecchie. È molto più forte l’istinto di suonare cose nuove. È il primo tour in cui abbiamo molte canzoni nuove da fare rispetto a quelle vecchie, c’è una differenza. Le nuove canzoni si abbassano e alzano, attraversando diverse atmosfere musicali e poi arrivano le canzoni più vecchie molto più dirette e meno simboliche. Questo tour è un po’ un modo per capire come mescolare i due tipi di canzone: credo che ora sia molto dinamico, attraversa atmosfere e stili totalmente diversi che facciamo adesso. Quindi i pezzi vecchi e più veloci e i nuovi più intimisti stanno imparando a camminare insieme. Lo show prende direzioni diverse, credo che sia uno show dinamico."

Anche i Peter Pan cresconoCosa fate prima di salire onstage?
Mark: "Appena prima di uscire sul palco..."
Tom: "Una storia d’amore con una bottiglia di vino!"
Mark: "Sì, Tom beve molto vino, Travis suona per un po’ la batteria, si allena e io..."
Tom: "...lui si mette a fissare le crepe nel muro!"
Mark: "Sì!"

Andrete in tour con i No Doubt durante la prossima estate negli Stati Uniti, iniziando il 1° giugno a Indianapolis per finire il 26 giugno a San Bernardino, California. Avete già suonato con loro 10 anni fa, com’è stato allora e come sarà questa volta? Quanto vi piace la musica dei No Doubt e i loro live?
Mark: "Noi tutti crediamo che i No Doubt creino dei fantastici show, non vedevamo l’ora di fare questo tour. Siamo fan dei No Doubt da molto tempo, sono una band favolosa e credo che sarà uno spettacolo divertente per i ragazzi che verranno a vederci. Sì, non vediamo l’ora, sarà un’estate divertente."

Quest’anno cade il decimo anniversario della morte di Kurt Cobain. Dove eravate quando si è saputa la notizia? Eravate fan dei Nirvana? Se sì, che cosa vi piaceva di loro?
Mark: "Io ero a San Diego, vivevo ancora a casa. Il mio amico Cam mi chiamò e mi disse che Kurt Cobain era morto. Mi ricordo di essere rimasto di stucco, è stata una perdita così grande. Kurt Cobain e i Nirvana hanno cambiato completamente il volto della musica, erano un a band fantastica, hanno fatto cose meravigliose per la musica in generale: l’hanno portata in posti nuovi e diversi e hanno davvero cambiato tutto completamente. La morte di Kurt è stata sicuramente una perdita enorme."
Travis: "Quando è morto, nel ’94? Al tempo erano popolari i metallari con i capelli lunghi, truccati e con i pantaloni stretti, credo che il loro arrivo abbia rivoluzionato tutto insegnando ai ragazzi la semplicità di vestirsi con magliette e scarpe da tennis, di suonare i propri strumenti e divertirsi senza stare a pensare troppo al look. Quando l’ho saputo stavo dormendo sul divano di un mio amico, avrò avuto circa 17 anni ed ero un punkabbestia e adoravo i Nirvana, mi piaceva Dave Grohl, la loro band, erano fantastici."

Pensate che ci sia differenza tra le droghe dette “leggere” e “pesanti”? Credete che sarebbe giusto legalizzare le droghe leggere?
Tom: "Credo che in materia di droghe tutto sia molto relativo, è un argomento molto interessante e controverso. Io credo che discutere di questi temi sia fantastico, nel nostro paese la legislazione rimane quella che è. È strano parlarne in quanto band, tutte le band più o meno sono state affette da un qualche tipo di problema con la droga o con l’alcol. Io credo che ci siano cose che sono meno peggio di altre e credo anche che se si scindesse la droga dalla musica in molti casi ci sarebbero delle grosse perdite, ma al tempo stesso so anche che è in grado di distruggere delle vite. Una cosa interessante è il paradosso che la droga uccide la gente, ma può anche aiutare a creare canzoni, libri e film fighi. Forse è una questione di moderazione, di ciò che scegli di fare, di quello che stai passando nella tua vita o cose di questo genere. Credo che sia una di quelle questioni talmente complicate a cui nessuno può trovare una valida soluzione dicendo “le droghe dovrebbero essere legali” anche perché ci sono persone che sono talmente fottute a livello psicologico che non possono più gestire una dipendenza chimica di questo tipo. Ci sono invece persone che lo fanno una volta al giorno o di tanto in tanto e non gli cambia niente, ma come ho detto prima, dipende da persona a persona, da ciò che viene assunto e dalle ragioni per cui lo si fa."
Travis: "Dipende dalla persona, ognuno ha bisogno di qualcosa di diverso. Ci sono persone che non hanno bisogno della droga. Altre in certi periodi della loro vita hanno bisogno di alterare le situazioni in cui non vorrebbero trovarsi. Non è una cosa da tutti, la gente può abusarne oppure divertirti e usarle con moderazione."
Tom: "Questa domanda ha a che fare con quella sui Nirvana? No? Ah ok...."
Travis: "Tanti grandi musicisti e rockstar sono morti per colpa della droga e non so se sarebbero ancora qui queste band se non avessero fatto uso di droghe. Anche i Nirvana, ci hanno lasciato con grandi ricordi, non hanno mai fatto un brutto disco. Ma non credo sia una cosa già decisa e predestinata, ognuno sceglie il suo destino."

C’è una legge che sta per passare in Italia contro la marijuana, il governo attuale vuole rendere punibili anche i consumatori...
Tom: "Sai cosa c’è di interessante?"
Travis: "La usano come per allievare il dolore alla gente con il cancro."
Tom: "Anche l’America è un posto interessante sotto questo punto di vista, anche lì sono conservatori e siamo pieni di alcol! Si cerca di proibire l’alcol in ogni modo, ma poi ci sono più crimini e alcolizzati di ogni altra cosa. Quindi io dico “legalizzatela!” l’alcol è un milione di volte peggio dell’erba, ma alla fine che ci si può fare? Credo che ci sia anche molta ignoranza, solo perché vengono da una generazione diversa hanno valori molto diversi. Alcuni saranno anche più saggi, ma altri no! Ci sono molti leader politici che sono troppo vecchi e non riescono a cambiare modo di pensare su alcune questioni, non capiscono che alcune generazioni sono diverse dalla loro. Secondo me la marijuana dovrebbe diventare legale, la cosa strana è che quando una cosa è legale non c’è molta gente che la vuole fare. Se vai ad Amsterdam il fenomeno non è così esteso e credo che questa cosa sia anche provata!"
Travis: "Secondo me qualcuno però ci rimarrebbe sotto! La situazione va benissimo com’è ora: puoi consumarla in basse quantità, puoi tenere la tua dose giornaliera e credo che sia meglio così. Altrimenti bisognerebbe immaginare la gente sconvolta che guida..."
Tom: "E’ la stessa cosa, è come bere! La gente pensa che se la marijuana fosse legale un medico che sta facendo un’operazione farebbe un casino, ma succederebbe lo stesso se fosse ubriaco! Non ci dovrebbe essere differenza tra chi beve e guida e chi fuma e guida."
Travis: "La gente lo farà lo stesso, in ogni caso."

Anche i Peter Pan cresconoC’è momento particolarmente divertente o imbarazzante accaduto durante il tour che vi ha fatto divertire e che vi va di raccontarci?
Mark: "All’inizio del tour c’era con noi una band chiamata The Nervous Return. L’altra sera per loro è stata l’ultima data e dovevano tornare a casa quindi li abbiamo invitati a fare baldoria nei camerini. Ad un certo punto il loro cantante ha preso un pezzo di pizza, si è tirato giù i pantaloni e si è sfregato il pezzo di pizza sul sedere, diciamo che se l’è infilato dentro. È stato disgustoso. Poi si è girato di scatto e il pezzo di pizza è partito in faccia a Tom e poi è scivolato giù piano piano. Non riusciva a toglierselo dalla faccia, faceva il rumore di un pesce che si dimena sul pavimento, proprio così!"
Tom: "La cosa divertente..."
Travis: "Poteva benissimo dire che la pizza è finita in faccia a un tizio, non credi?"
Tom: "La cosa divertente in tutto questo è che mi ha chiesto se poteva farmi uno scherzo con un pezzo di pizza e io ho risposto “Certo!”, poteva essere divertente! Ma poi c’era il trucco..."
Mark: "Tom voleva davvero vedere il trucco, ma non avrebbe mai pensato che quel tipo ce l’avrebbe fatta!
Tom: "Ma no! Io volevo la pizza e anche sulla faccia, ma non dal suo culo! Ma alla fine è andata così..."

C’è qualcosa al giorno d’oggi che non potete proprio sopportare e per cui – secondo voi – valga la pena di farsi avanti e di urlare?
Tom: "Sì, ma non mi va dire cos’è! Mark, è il tuo turno."
Mark: "No, dillo!"
Tom: "No, è una questione troppo grossa! Mi interessa la politica, ma la cosa che mi fa incazzare di più sono le opinioni ignoranti della gente sui governi altrui e su quello che succede nel resto del mondo. Molta gente odia l’America, ad esempio, ma non capisce l’enormità delle decisioni che il governo americano si trova a prendere e le ragioni per cui vengono prese. Il problema è che molta gente non conosce la storia e quindi non riesce a capire le responsabilità di certi governi in certi stati e credo anche che alcune persone all’interno dei governi – come in America – facciano degli errori. Non so come spiegarlo, ma credo che il mondo sia un luogo molto complesso con un numero finito di risorse e ci sono state mille paranoie e paure per cose come la Seconda Guerra Mondiale. Mi fa arrabbiare l’idea che alla fine ogni stato cerchi solo di rifilare al proprio popolo un certo tipo di notizie. Si assume come dato che succede e nessuno sa come vanno veramente le cose. Tutti vogliono le stesse tre cose: amare la propria famiglia, prendersi cura di loro e girare il mondo senza curarsi delle altre persone. Magari diventano anche amici, ma c’è tutto il resto che passa in primo piano. Questa cosa mi fa arrabbiare perché noi andiamo in giro per il mondo, e sappiamo che è diventato un posto così piccolo, ci sono persone fantastiche e splendidi posti in cui andare, ma c’è anche tanta paura nel mondo per quello che riguarda ciò che è successo in passato e quello che potrebbe accadere in futuro. Alla fine tutti iniziano a litigare e diventa un luogo bizzarro. È una cosa che mi fa arrabbiare, ma nello stesso tempo mi rattrista. Siamo stati in Medio Oriente e abbiamo visto posti totalmente differenti dall’Italia e anche dall’America; ho pensato che ci fosse ancora tanto di quel lavoro da fare sul nostro pianeta, così tanto che non posso nemmeno immaginare quando la gente potrà veramente andare in giro per il mondo in armonia. È una cosa un po’ triste."

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